Meditazione di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Nel Vangelo di oggi, preso da Matteo al capitolo 15, dal versetto 29 e seguenti, leggiamo:
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“Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati. Li deposero ai suoi piedi ed egli li guarì.”
C’è folla intorno a Gesù. Ci sono tanti malati, inchiodati dalle loro sofferenze, chiusi nel loro Calvario senza uscita. Ci sono anche i sani che hanno tanta fiducia e portano i malati da Gesù, sapendo di poter bussare alla porta della sua misericordia, sapendo che lui può guarire.
Lo sguardo di Gesù si pone su quei malati e li guarisce. Il primo passo del miracolo di guarigione è sentirsi presi in carico dall’amore di qualcuno.
Il Vangelo prosegue dicendo che la seconda cosa che non lascia indifferente Gesù è la fame della gente:
“Sento compassione di questa folla. Ormai da tre giorni mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni perché non svengano lungo la strada.”
Gesù vuole fare qualcosa per la gente che ha fame e chiede:
“Quanti pani avete?”
Risposero:
“Sette e pochi pesciolini.”
Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, Gesù prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò, li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati.
I sani portano i malati da Gesù e lui li guarisce. C’è chi dona i sette pani e i pesciolini, e lui li moltiplica per sfamare tutti.
Gesù chiede per prima cosa la nostra collaborazione, il nostro impegno, quello che noi possiamo fare per gli altri, e lui compie il miracolo, guarendo e nutrendo.
Chiediamo oggi la grazia di riconoscere Gesù come Salvatore del mondo, l’unico che può guarire quelle ferite che portiamo nel cuore, che rallentano il nostro cammino e impediscono di fare tutto il bene che Dio attende.
Camminiamo con il Signore, nostro amico, sulle strade. A tutti auguro una buona e serena giornata nella pace del Signore.
