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Diario di Avvento – Commento al Vangelo del 2 Dicembre 2024 di Paolo Curtaz

Ogni anno, con l’Avvento, ricominciamo il percorso che ci fa seguire, passo passo, la storia della salvezza, la manifestazione della salvezza in Gesù. Ma non è una noiosa lezione da mandare a memoria, bensì l’esperienza in cui tutti ci possiamo ritrovare.

Non giochiamo a far finta che Gesù nasca. Chiediamo che nasca nei nostri cuori, che, ancora e ancora, venga ad abitare nelle nostre vite, nelle nostre storie.

E il fatto che ogni anno, verso il mese di dicembre, ci impegniamo in questo piccolo percorso in attesa del Natale, è dovuto al cambiamento che il tempo porta con sé. Io sono diverso dall’inizio di Avvento dello scorso anno o di quello di cinque anni fa. Qui e ora ho bisogno di fare esperienza di quella salvezza che Dio continuamente mi propone, mi offre, mi dona.

Il gesto del centurione, un pagano che si fida, che ha fiducia nel falegname diventato rabbino, ci viene proposto come modello: chiunque può accogliere la salvezza, chiunque può incontrare questo Dio che si rende accessibile.

Accostiamoci anche noi a Cristo per essere guariti nel profondo, per ritrovarci, ancora una volta, discepoli del Dio che viene.

FONTE: Diario di Avvento (Alumera)

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