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p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 29 Novembre 2024

Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.

Trascrizione, non rivista, del video.

Allora riprendo il testo: Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
“Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Brava gente, Gesù ci invita a guardare quello che accade: osservate. E ci pone una realtà davanti: osservare il germoglio, osservare la primavera. Che cosa ci vuole dire Gesù? Cercate di vedere se dentro di voi germoglia il regno di Dio, la primavera di Dio, se dentro di voi la pianta di Dio, questa parola di Dio che noi riceviamo, porta frutto.

E allora sì, allora sì.

E poi collega il secondo versetto: “Sappiate che il regno di Dio è vicino”. È bellissimo, no? Cioè, se voi fate germogliare la parola, se facciamo fruttificare la parola nella nostra vita, la facciamo diventare carne attraverso un gesto, una parola buona, attraverso le azioni che facciamo ogni giorno, il regno di Dio si avvicina, cioè abita in noi. Ed è qualcosa di fortissimo.

E poi ci assicura il Signore una cosa stupenda: vedete che tutte le cose passeranno, ma questo regno di Dio, questa sua parola non passerà. Perché? Perché se la facciamo nostra, durerà per sempre, sarà sempre con noi. Nessuno la potrà distruggere.

E io penso che bastino queste cose per darci tanta speranza. Quella speranza che il Papa ha messo al centro e l’ha fatta diventare il cammino del Giubileo. La preghiera potremmo dire del Giubileo.

Mi fermo qui, poche parole, per dire a me, dire a voi, dire a noi.

E allora, che aspetti? Guarda se dentro di te sta nascendo Gesù.

Bene, allora mi fermo qui. Solo pochi avvisi per dire che cosa? Per dire che l’8 dicembre ci vediamo a Roma. Non si sentiva bene, quindi ripeto questo avviso: l’8 dicembre la brava gente incontra San Pietro per prepararsi al Giubileo. Vi aspetto intorno alle 17 a via della Conciliazione 3A, vicino all’Ufficiale Ari. Lo sapete tutti dov’è. Chi non lo sa, comunque, su via della Conciliazione. Poi andiamo verso la Basilica, assistiamo alla benedizione del presepe in Basilica, poi alla celebrazione della Santa Messa. E alla fine ci scambiamo gli auguri donandoci la rivista e, per chi vuole, il libro Vivere il Giubileo.

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Va bene, andiamo avanti, andiamo avanti.

Vado ai saluti! Eccoli qua, dove stanno? Ci sono tutti? Sì, sì, sì. Eccoli qua, eccoli qua.

Ah, per il libro potete chiedere sempre ad Alessandro: 366 60 44 754.

E poi facciamo un saluto: i nonni Anna e Gaetano vorrebbero gli auguri e una benedizione per il primo anno del nipotino Mattia. Mattia, ogni bene, ogni bene. Coraggio, Mattia! Sei la benedizione e sei già benedetto, e tutti noi ti benediciamo.

Bene, allora brava gente, andiamo avanti.

All’inizio, anche questo devo avvisare: perché all’inizio non si sentiva bene. Oggi abbiamo lavorato, abbiamo fatto, abbiamo registrato la prima puntata di In Cammino. Ne faremo quattro, che andranno in onda a fine dicembre e inizio gennaio. Quindi finiamo l’anno con In Cammino e inizieremo l’anno con In Cammino, sulla figura dei santi Pietro e Paolo. Una cosa bella.

Va bene, eccoci qua allora. E San Francesco e San Pietro intercedano per noi e facciano scendere su di noi ogni bene e ogni benedizione.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Forti, forti, forti!

Va bene. Buona serata, brava gente. E perché si faccia domani, buona giornata. Se mi dimentico qualcosa avvisatemi: [email protected].

Buonanotte, buona giornata.

Ser paren: una preghiera vicendevole. Questa è Giuseppina: una preghiera vicendevole.

Sara, Elisabeth, Angela: ah, condivido! Angela dice: ho dimenticato di dire “Condivido”. E condividete sempre, quo sì, basta mettere “Condivido” quando spegnete. Fate fine che va via, poi esce anche “Condivido” se volete. Lo sapete perché ve lo dico, eh?

Ok, forti!