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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 Novembre 2024

La fede e l’amore di Dio non si comprano, né con il denaro né con i sacrifici né con le opere buone. Sono donati gratuitamente ed in abbondanza a chiunque le desideri. Caso mai, al contrario, le opere buone possono discendere dalla convinzione che l’amore che Dio mi ha gratuitamente dato è da condividere con gli altri. Tuttavia il denaro è parte della nostra vita, nel bene e nel male. Sia ciascuno di noi individualmente sia l’istituzione ecclesiastica devono confrontarsi con questa realtà, e capire come usarla senza che essa diventi una sanguisuga che ci prosciuga delle nostre energie più importanti e preziose.

Al tempio di Gerusalemme i mercanti di animali fornivano il materiale per i sacrifici. Anche i genitori di Gesù, dopo la sua nascita, offrirono in sacrificio “una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore” (Lc 2, 24). Ma un conto è un mercato onesto in cui si consente a chiunque di partecipare al culto secondo le sue possibilità, un conto è un luogo di speculazione in cui si sfruttano la devozione e magari l’ingenuità di chi desidera rispettare la legge cultuale per estorcergli prezzi gonfiati.

Oggi le nostre chiese hanno bisogno di lavori di riparazione, di illuminazione e di riscaldamento; i nostri preti e religiosi e le altre persone che lavorano per la chiesa hanno bisogno di uno stipendio per poter mangiare e vivere. È quindi giusto che i fedeli si facciano carico delle spese che vanno a vantaggio di tutta la comunità, ciascuno secondo le proprie possibilità; ma certamente non bisogna illudersi, come ahimè è sucesso nella storia, che le offerte che lasciamo possano comprare i beni spirituali che Dio dona gratuitamente a tutti.

Per riflettere

La cosa più importante nella casa di Dio è la preghiera, da cui poi discendono la fratellanza, l’umiltà, il volersi bene l’un l’altro, il desiderio di conformarsi a Gesù. Per permettere a tutte queste cose di accadere concretamente può essere utile, in subordine, un sistema economico. Se invertiamo la priorità, sia nella vita personale che comunitaria, succedono dei pasticci.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi