La caduta delle stelle
Commento al vangelo Don Gabriele Nanni.
Trascrizione, non rivista, del video Youtube.
Sia lodato Gesù Cristo. Un saluto carissimo a voi che ascoltate (e leggete).
Il Vangelo di oggi ci offre una sezione di Marco, il capitolo 13, che viene qualificata come di tipo apocalittico: sono parole di Gesù. Poi, dopo, ci sarà l’apocalisse descritta da, da Giovanni Evangelista e che va a complemento e a conferma di queste sezioni apocalittiche che sono presenti nei Vangeli. Detto questo, che cosa dice questo capitolo 13? Dice che ci sarà un tempo di grande tribolazione e che culminerà con l’abominio della devastazione o della desolazione. E poi ecco i segni grandi: il sole, la luna e le stelle che vengono meno, cadono, e anche le potenze dei cieli saranno sconvolte. Ed ecco finalmente Gesù viene, il Cristo, il Figlio dell’uomo, dunque il risorto, sulle nubi, quindi dall’alto, a radunare gli eletti. Vegliate, non sapete qual è il giorno né l’ora.
Questa, questa descrizione apocalittica ha come andamento la stessa vicenda di Gesù che si riflette anche sul tempio fisico materiale di Gerusalemme. Infatti da qui parte la domanda: verranno giorni, verrà un tempo in cui non rimarrà né pietra su pietra di questo, la grande desolazione, la devastazione. Sappiamo che poi i romani costruirono un loro tempio pagano sopra e fu demolito solamente da Elena, la madre di Costantino. Il, l’andamento della vicenda di Gesù e quella del tempio sono come collegati: il tempio è un riflesso di ciò che viene fatto sul tempio vero che è il Cristo. Il tempio di pietra ne rappresenta il culto esterno.
La vicenda di Cristo, ucciso, crocifisso e risorto, si riflette sul tempio che viene distrutto e vi è persecuzione per i cristiani. Questo riflesso della vita di Cristo su quello che è la sorte di Gerusalemme, che in effetti accade come sappiamo nel 70 dopo Cristo: opera dei Romani, Tito devastò Gerusalemme e furono dispersi tutti gli abitanti. Riguarda anche il futuro. Quindi la sezione apocalittica ha questa caratteristica di parlare di un futuro immediato, medio e uno a lungo termine. Normalmente noi lo identifichiamo con la fine del mondo ma, in realtà, questo tipo di racconto è molto più vasto di quello che noi identifichiamo così, in modo popolare, con la fine del mondo. Ci saranno guerre, nazione contro nazione, devastazioni, carestie, terremoti. Ma questo è solamente l’inizio del grande dolore e il punto, il culmine arriva con la devastazione ed è lasciato intendere che cosa: per noi devastazione è qualcosa che è accaduto a Cristo e al tempio. È la distruzione del corpo materiale di Cristo, la distruzione del tempio di Gerusalemme ad opera delle forze avverse.
Gesù risorge, il tempio di Gerusalemme resterà devastato fino alla fine dei tempi, dice un altro punto, finché non, non acclameranno Cristo come Signore che viene, la devastazione, dunque, del tempio di Gerusalemme in una prospettiva profetica futura che ancora deve avvenire. Riguarda la chiesa e la devastazione della Chiesa in senso materiale e anche persecutorio. Saranno persecuzioni e ci sarà addirittura, all’interno delle famiglie, chi denuncerà i familiari, ci saranno processi.
E qui Cristo chiede la costanza quando accade tutto questo, siamo al culmine e avvengono segni che sono non più sulla terra ma in cielo: il sole non darà più la luce, quindi si oscurerà anche la luna, cadranno le stelle dal cielo e le potenze saranno sconvolte. È una citazione di un’antica profezia, ma al tempo stesso non accadono solamente le cose da un punto di vista materiale, ma da un punto di vista spirituale. Da un punto di vista materiale possiamo immaginare che avvenga quello che è descritto, ma da un punto di vista spirituale significa anche che i punti di riferimento della nostra fede sulla terra, il sole, la luna, verranno meno, cadranno, si oscureranno. Le stelle normalmente rappresentano le chiese e gli eletti che guidano, sono appunto di riferimento della fede.
Cadranno e ricordiamo come la caduta di Lucifero, la caduta del grande nemico, è una stella che cade. Cade la stella quando non è più legata a Dio e dunque non diventa più punto di riferimento di Dio per gli uomini. Che cosa vuol dire questo? Probabilmente una serie di eventi tali per cui anche i punti di riferimento di guida della fede si oscureranno e molti cadranno, cioè cadranno dalla fede, cadranno nella vita morale. E questo in qualche modo già lo vediamo: la caduta delle stelle, dei sacerdoti, e anche quelli più eminenti è, purtroppo, sotto gli occhi di tutti. A questo punto, nell’ora, nel giorno in cui nessuno sa, il figlio dell’uomo verrà e raccoglierà gli eletti. Questa raccolta degli eletti si può collegare anche con quell’altro tratto, altro brano, dove dice: “Uno avrà preso, l’altro verrà lasciato”, ovvero nella dispersione del popolo che non ha più punto di riferimento.
Infatti Gesù dice: “Quando vedrete l’abominio della devastazione, della desolazione, fuggite verso i monti, scappate”. E quindi c’è come una dispersione del popolo di Dio perché il centro della cristianità è devastato. Possiamo immaginare qualsiasi cosa anche legandolo al terzo segreto di Fatima, dove c’è la figura del papa che sale fra le rovine, la città, e poi viene egli stesso ucciso. Fuggite, dopo tutto questo, allora ci sarà l’intervento del Signore che radunerà gli eletti, il che non vuol dire che è la fine del mondo, ma è l’inizio di qualche cos’altro. In un modo molto misterioso ci sono dei riferimenti all’Apocalisse, in questo un tempo intermedio che, di pace e di regno di Dio sulla terra, che in qualche modo si mette in mezzo a queste devastazioni, queste tribolazioni. E poi una lotta ancora finale che verrà descritta molto brevemente e nel quale il Cristo con il suo soffio vincerà i nemici. E allora sarà la fine.
Probabilmente questa sezione apocalittica del Vangelo di Marco 13 rappresenta proprio questa tappa intermedia verso la quale noi stiamo andando senza conoscere né l’ora né il giorno, ma siamo in queste tribolazioni che è solo l’inizio dei dolori. A noi è chiesto perseveranza, queste sono le parole del Vangelo, e vigilanza, stare saldi nella fede per essere tra quelli che sono gli eletti raccolti dai quattro venti, cioè dai quattro angeli della terra, dal Signore, per formare il suo regno. A noi la risposta della fedeltà e della vigilanza nella preghiera. Sia lodato Gesù Cristo.
Fonte: YOUTUBE | SPREAKER
