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don Gio Bianco – Commento al Vangelo del 17 Novembre 2024

Il Figlio dell’uomo radunerà i suoi eletti dai quattro venti.

Trascrizione, non rivista, del video.

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

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Si conclude così il Vangelo di questa domenica. Cielo e terra indicano l’immensità del Creato, che rimpiccioliscono davanti alla grandezza di Dio. Mostrano il limite della loro fine. Gesù lo esprime in un linguaggio apocalittico e annuncia sconvolgimenti in terra e in cielo. Insomma, tutto passa, tutto finisce, ma non le parole di Gesù, che rimangono nel tempo.

Non dimentichiamo che nel racconto biblico della creazione si dice che Jahvè crea con la parola. Quando la parola arriva da Jahvè, si concretizza immediatamente, si trasforma in realtà. Dio disse: “Sia la luce”, e luce fu. Ciò che prima non era diventa realtà con la parola di Dio. Dunque, le parole di Gesù non passano, ma rimangono nel tempo perché sono generanti, creano.

A noi rimane da chiederci anzitutto: quanto conosciamo queste parole? Mi ha fatto bene, qualche giorno fa, sentire da un amico che ogni mattina legge il Vangelo del giorno. Così facendo, egli apre il cuore all’ascolto della parola affinché, nella giornata, diventi vita. E penso anche a quante parole sentiamo ogni giorno, a quanto alcune siano inutili, verso le quali dovremmo alzare una difesa di non ascolto, tapparci le orecchie. Pensiamo alle mormorazioni, a certe notizie che ci portano a una visione negativa del cammino dell’umanità, mentre la storia umana rimane sotto la custodia della tenerezza di Dio.

Le parole di Gesù destano in noi la vigilanza, la fermezza della fede, in modo che, davanti alle difficoltà, come insegna il Vangelo, possiamo rimanere saldi, convinti che Dio non ci abbandona. Gesù avverte: nella vita possono arrivare sconvolgimenti, momenti oscuri. Ma chi è in ascolto continuo della parola di Dio e quindi sa leggere l’alfabeto dell’amore, sa interpretare in altro modo ciò che accade, non manca di speranza, sa vedere la presenza di Dio nella trama della storia.

Gesù dice che egli è vicino, è alle porte. È sempre nel Vangelo di oggi, ed è proprio così: è proprio lui l’autentica parola di Dio, che ci interpella ad un incontro, che è l’incontro della vita.

Dio vi benedica.