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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 15 Novembre 2024

Il brano evangelico indica ciò che accadrà nei giorni del Figlio dell’uomo, quando cioè Gesù si farà nuovamente presente nel nostro tempo. Per fare questa descrizione si richiamano due episodi della storia antica: “i giorni di Noè” e “i giorni di Lot”. Ci sono forti analogie nei due casi. Gli uomini si comportano normalmente nella vita quotidiana: mangiano, bevono, si sposano, comprano, vendono, piantano, costruiscono.

Quando però Noè entra nell’arca, viene il diluvio che fa morire tutti gli altri; quando Lot esce da Sodoma, fuoco e zolfo cadono dal cielo facendo morire tutti gli abitanti della città. Si possono fare alcune osservazioni: gli eventi citati sono improvvisi e in ciascuno di essi qualcuno si salva e tanti muoiono. Negli episodi citati le azioni della quotidianità sono buone e necessarie. La negatività sta nel farsi assorbire completamente da tali azioni, rendendoci incapaci di pensare alla dimensione più profonda della vita, attenti all’annuncio del Vangelo.

Per aiutare il discernimento dell’uomo nell’attesa del giorno del suo ritorno, Gesù dice: “Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata”. Sono parole che possono risultare inquietanti: sembra che metà degli uomini sarà salvata e metà condannata. Non è questo il senso.

Gesù vorrebbe salvare tutti: “E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno”. L’alternativa sta tra il bene e il male, i quali con la venuta del Figlio dell’uomo non potranno più essere mescolati, ma saranno definitivamente divisi.

Per riflettere

I tempi di Noè, di Lot, di Sodoma sono come tutti i giorni della storia umana. La salvezza o la perdizione non stanno in qualcosa di straordinario, ma nella quotidianità della vita. L’uomo si perde se è mosso dall’egoismo, si salva se è mosso dall’amore. Due persone che fanno la stessa azione hanno una sorte diversa. Questo indica che la salvezza non dipende da cosa si fa, ma da come la si fa, e soprattutto per chi la si fa. (Padre Lino Pedron)

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi