Vangelo del giorno e breve commento a cura di Don Francesco Cristofaro.
Il miracolo della gratitudine
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Siamo giunti al 13 novembre, e il Vangelo del mercoledì della 32ª settimana ci presenta un miracolo di Gesù. Addirittura, il miracolo contemporaneo ha 10 persone lebbrose. Ma la pagina del Vangelo ci attesta che uno soltanto ritorna a dire grazie.
Ma prima di approfondire questo, io vorrei leggervi un attimino soltanto come conclude il Vangelo: “Alzati e va’, la tua fede ti ha salvato”. È la fede che ci salva, è la fede che opera miracoli.
Dico questa cosa adesso con sommo rispetto, con somma delicatezza e anche con grande amore. Perché quando si arriva a dire questa frase che sto per dirvi, è veramente il martirio, no? Quando sento: “Non mi ha ascoltato il Signore, non mi ha esaudito, sto perdendo la fede, ho perso la fede”. Quando si pronuncia questa frase c’è davvero una tristezza profonda interiormente, c’è un dolore profondo interiormente. Però Gesù dice: “Va’, la tua fede ti ha salvato”. Ecco allora, è la fede che opera.
Posso suggerire a me e a voi una cosa molto importante? Analizziamo la nostra fede. Com’è la mia fede in Gesù? Io credo davvero che Gesù può, il Signore può? Ma che tipo di fede ho? Ho una fede a tempo determinato? Vedete, quando il Signore ci concede un dono, noi dobbiamo essere riconoscenti di questo dono. Dieci persone, torna uno. Dieci guariti, ne torna uno.
Questo lebbroso, non sappiamo da quanto tempo era ammalato. Eppure la sua condizione era davvero disastrosa, perché ammalarsi di lebbra significava essere morti viventi, significava essere messi da parte. Non si poteva più entrare nel villaggio, nella città, nella stessa casa, nella stessa famiglia.
Ma anche, per esempio, il miracolo del paralitico, no? Che da tanti anni stava lì in attesa di qualcuno che l’aiutasse ad entrare nell’acqua per guarire: “Io non ho nessuno”. “Alzati, la tua fede ti ha salvato”. Anche il paralitico che viene calato dal tetto, chissà da quanti anni stava in quelle condizioni. “Alzati, prendi il lettuccio e va’ a casa tua”. È la fede, però, non la fede di un giorno, ma la fede di una vita che opera miracoli.
Allora, leggiamo questa bellissima pagina di Vangelo. Mettiamola nel cuore e, dopodiché, non vi do nessun’altra parola se non quella di dire: oggi cercate di comprendere il grado e la maturità della vostra fede.
Segniamoci con il segno di croce: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Un secondo che trovo la pagina…
Dal Vangelo secondo Luca: lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi che si fermarono a distanza e, ad alta voce, dissero: “Gesù, Maestro, abbi pietà di noi”. Appena li vide, Gesù disse loro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E, mentre essi andavano, furono purificati.
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Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: “Non erano stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio all’infuori di questo straniero”. E gli disse: “Alzati, va’, la tua fede ti ha salvato”.
Ecco, anche Gesù si dispiace quando noi non siamo riconoscenti per i suoi doni, piccoli o grandi che siano. Analizziamo la nostra fede e anche il nostro grado di gratitudine alla bontà del Signore. Buon cammino.sti servi per continuare la sua missione, e oggi voi siete un pezzettino della missione di Gesù nel mondo.
AUTORE: Don Francesco Cristofaro
