Il commento al Vangelo di domenica 10 novembre 2024 è curato da don Gaetano Amore.
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Bella passeggiatina in moto questo sabato mattina qui alla Selva di Fasano. È una mattinata bella, paesaggio mozzafiato, e non posso che ringraziare BMW Motorad Roma che mi ha dato in consegna questa moto che, purtroppo, ahimè, tra qualche giorno dovrò riconsegnare. Ringrazio anche la mia amica Vicky Baldassarre perché me l’ha aggiustata bene, tagliandata e tutto.
Questi sono i ringraziamenti. Se andate in moto, mi raccomando, sempre abbigliamento giusto e preciso, non come il mio: casco, guanti, scarpe, tutto. Facciamo tutto sempre in grande sicurezza e con la dovuta velocità, senza strafare. Ricordiamoci sempre che la moto va dove va lo sguardo.
32ª Domenica del Tempo Ordinario. Marco 12 diceva loro nel suo insegnamento un verbo imperativo molto importante: “Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi.” Oh, gli scribi nascono per scrivere, come dice la parola stessa, solo che, a un certo punto, erano diventati autorevoli interpreti della parola di Dio. Venivano, diciamo, venerati quasi come delle divinità.
Permettetemi e perdonatemi questi rumori di fondo, ma siamo in una zona di passaggio. Poi, a un certo punto, dice che fanno delle cose: divorano le case delle vedove. Al tempo di Gesù, al tempo di Israele, anche Esodo 22, versetto 21 lo dice: “Non toccate la vedova”, perché la vedova è proprietà di Dio. Lei è indifesa anche nei suoi diritti, non ha un marito. Questi divorano le case delle vedove, quindi fanno un affronto grande nei confronti di Dio in nome di questa loro presunta autorità.
Soprattutto, questo ci fa pensare: pregano a lungo per farsi vedere. Attenzione, perché questo è uno dei peccati, uno degli atteggiamenti, una delle difficoltà che incontriamo anche nella nostra vita di fede. Ancora oggi c’è tanta gente che prega per farsi vedere, che fa cose per farsi vedere, non da Dio. “Chiuditi nella tua stanza, il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà.” Ma a volte lo facciamo anche noi: sembra strano, ma tentiamo di essere cristiani perché vogliamo farci vedere dagli altri, dal mondo intero. E questa è l’antitesi della preghiera in assoluto, perché quando tu preghi per farti vedere, in realtà non stai pregando. Stai dalla parte opposta dello sguardo di Dio.
Tu prega per farti vedere da Dio, non stare dalla parte opposta allo sguardo di Dio. Seduto di fronte al tesoro, Gesù osservava la folla che vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Bellissimo, ritorna ancora la vedova: tanti ricchi gettavano molte monete, ma venuta una vedova povera, vi gettò due monetine che fanno un soldo. In greco, un lepton; in latino, un quadrans. Il niente, il nulla.
Oggi non ci sono forse più nemmeno le monetine da un centesimo. Cosa compri oggi con un centesimo? Nemmeno l’aria per respirare, che in alcune città addirittura si vende in barattolo. Niente. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: “E guardate che è un insegnamento autorevole. In verità io vi dico, questa vedova così povera ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.” Incredibile, perché tutti hanno gettato parte del loro superfluo, cioè di quello che a loro non serve. Questa vedova, invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere.
Nella traduzione italiana: ebal hon ton bion autes, ha gettato lì dentro non solo tutto quello che aveva per vivere, ma la sua stessa vita. Allora, vedete, l’offerta di Gesù non è parte delle cose che non ci servono, ma è offrirgli tutto di noi stessi. Dio non accetta la parzialità del dono, ma accoglie la totalità, che non è il quantitativo dei nostri possedimenti. Non quanto hai, ma tutto quello che sei. Quella vedova ha dato tutto quello che aveva per vivere. Quel poco è tutto.
Allora, attenzione: è bellissimo. Tu puoi avere tantissime ricchezze, ma non solo economiche: intelligenza, bellezza, fisico, tutto quello che vuoi. E tu puoi gettare una parte, una piccola semplice parte di quello che hai, oppure tutto, la tua stessa vita. Tutto quanto aveva quella vedova dà se stessa. Dà il valore supremo di sé, dà tutto quello che ha. E tutto quello che ha è tutto il cuore.
Vi ricordate l’Evangelo di domenica scorsa? “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore.” E ancora qui, quel “tutto” è il totalizzante di Dio. Ciò che vale è veramente la totalità del dono. Non una parte, anche se vistosa, è meno piena di un dono totale. Bellissimo. E perché quella donna lo fa? Perché quella vedova indifesa lo fa? Perché si fida ciecamente di tutto quello che Dio può fare per lei.
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“Signore, abbiamo lasciato tutto,” ritorna a quel “tutto”, “e ti abbiamo seguito. E adesso come facciamo? Abbiamo lasciato la vita, abbiamo lasciato il denaro, tutto. E adesso chi ci mantiene, chi ci fa sussistere, chi ci fa vivere?” La risposta: vi ricordate? “Chi ci salverà? Chi può essere salvato in tutto questo?” 10:27, “Tutto è possibile a Dio.” Questa è la fiducia vera del discepolo, di cui lui si fida.
“Avrai un tesoro nel cielo.” È un gesto che non è riuscito all’uomo ricco del Vangelo dell’altra domenica, il quale, triste, si fece scuro nel viso e se ne andò. Vi ricordate? Più o meno, è successo a Bartimeo, che aveva lasciato un po’ il mantello.
Due conclusioni fondamentali. La prima: per quanto tu possa essere ricco o povero, non devi mai dire di non avere nulla da offrire a Dio, non devi mai dire di non avere ricchezze. Quante volte ci soffermiamo su quello che non abbiamo e ci angosciamo perché non ce l’abbiamo, ma non è così. Assolutamente. Per quanto tu possa essere povero, non lasciarti confondere dalla società e da un mondo che continua a indicarti come indigente. Perché Dio ti ha dato tutto, e si è dato tutto. Dio è quella vedova che ha dato tutto per tutti e per tutto, senza lasciare niente di sé per sé.
Quindi, anche tu sii ripieno di una ricchezza che puoi dare, pur povero. Anche se non hai nulla, quella ricchezza la puoi dare. La vedova si dà in dono, aiuta qualcuno che ha bisogno, sta accanto a chi veramente ha necessità. E anche se non hai niente, fallo. Quando sono stato in Africa, ho visto delle mamme poverissime che si toglievano veramente il cibo dalla bocca per darlo a chi non ne aveva. Hanno dato tutto, hanno dato la vita.
Quindi, non ti sottovalutare, non ti derubare della tua ricchezza. Veramente Gesù ti ha dato tanto, e ringrazialo sempre per tutto quello che lui ti ha dato. Sempre, sempre.
La seconda cosa: Dio si è offerto tutto nel sacrificio dell’Eucaristia. Tutto quello che ha fatto, l’ha fatto per noi. Quel “tutto” te lo ridarà. Dagli tutto, e lui si darà in tutto quello che tu fai. Non ti arrendere, coraggio, vai avanti. La vedova è sempre accarezzata nel cuore di Dio, come anche tu sei sempre coccolato nella sua misericordia. Anche se pensi di non aver nulla da dare agli altri.
Buona domenica a tutti, e vi auguro tanti bei giri per stare in compagnia di tante persone che amate.
