Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 9 Novembre 2024

Commento al brano del Vangelo di: Gv 2,13-22

Data:

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La parte iniziale del brano evangelico ci presenta Gesรน con un atteggiamento inaspettato. C’รจ una certa durezza nello scacciare fuori dal tempio con una frusta di cordicelle i mercanti, le pecore, i buoi, le colombe e nel rovesciare i banchi dei cambiamonete. Che cosa ne possiamo trarre? Gesรน si presenta come il Figlio che difende la casa del Padre.

Non puรฒ essere un mercato, dove necessariamente si traffica denaro, il luogo in cui si incontra Dio. L’allontanamento degli animali dร  un’indicazione importante: non saranno piรน necessari i sacrifici di pecore e di buoi per riconciliarsi con il Signore. Piรน tardi Gesรน dirร : โ€œDio รจ spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e veritร โ€.

Di fronte all’intervento di Gesรน, i Giudei chiedono un segno che giustifichi tale risolutezza. Gesรน non fornisce tale segno, ma, ponendosi su un piano diverso dai suoi interlocutori, dice: โ€œDistruggete questo tempio e in tre giorni lo farรฒ risorgereโ€. Tali parole risultano incomprensibili ai Giudei e, in quel momento, anche ai discepoli.

Tutto acquista senso alla luce del Cristo risorto e sotto la guida dello Spirito Santo: il segno รจ l’annuncio della morte e resurrezione di Gesรน. Il Risorto รจ il vero e unico tempio dove ogni sacrificio si รจ compiuto e dove si trovano il Padre e lo Spirito. Gesรน รจ il sacramento di incontro tra Dio e gli uomini.

Per riflettere

L’offerta di un animale per il sacrificio e quella in denaro per il tesoro del tempio erano pratiche religiose. Con il moltiplicarsi dei banchi per il cambio della valuta e per la vendita degli animali non si riesce a identificare il tempio come la casa di Dio, come il luogo in cui concentrare gli sforzi per amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze e per amare le altre persone come se stesse. Con il suo gesto Gesรน vuole ristabilire il primato dell’essenziale, senza il quale ogni atto risulta un atto esteriore. Nei nostri gesti di partecipazione attiva alla vita della Chiesa sappiamo vigilare sulla presenza e sul primato dell’essenziale?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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