- Pubblicità -

Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 6 Novembre 2024

Gesù è in una fase di grande seguito. In questo contesto, anche di fronte alla prospettiva di un calo di consensi, Gesù non rinuncia a richiamare i suoi seguaci sulla consistenza della loro sequela.

Gesù dichiara che chi non è disponibile a metterlo al primo posto, anche rispetto ai più importanti legami familiari ed alla propria vita stessa, non può essergli discepolo. L’affermazione è netta. Ed è rafforzata dagli esempi di due progetti la cui realizzazione non può essere parziale.

Una torre non può svolgere la sua funzione senza che sia completa fino alla sommità. Non si può intraprendere un’azione di guerra senza che i rapporti tra le proprie forze e quelle dell’avversario consentano di prevedere la vittoria.

Nonostante la loro radicalità, queste parole non invitano a disprezzare le nostre relazioni verso le altre persone o verso noi stessi, ma al contrario ci esortano ad alimentarle presso la sorgente stessa dell’amore. Secondo la fede cristiana infatti è Dio la sorgente dell’amore. Non può esservi relazione di amore con le altre persone, relazione di amore con se stessi, senza che vi sia relazione con Dio, con la sorgente dell’amore. Se rinunciamo a Dio, in realtà rinunciamo alle altre persone ed a noi stessi.

Per riflettere

Nel nostro rapporto con le altre persone siamo disponibili a rinunciare all’ambiguità delle idee e degli atteggiamenti, anche quando rischiamo di essere incompresi o anche criticati? Ci siamo trovati a constatare che nel nostro agire verso le altre persone o verso noi stessi ha prevalso la ricerca di una condizione favorevole su quella del rispetto e dell’autenticità?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi