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p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 5 Novembre 2024

Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.

Trascrizione, non rivista, del video.

Buonasera, buonasera brava gente. Saluto Marilena, Luisa, Anna e tutti voi, a tutti voi. Ecco, siamo qui nella Chiesa della Consolazione. Stasera siamo tornati dall’ufficio e, ritornando, l’orario è quello giusto e siamo passati proprio vicino a questa chiesa dove ci siamo incontrati tante volte. Allora, la vogliamo invocare: Maria, Madre della Consolazione.

Qui c’è, qui c’è anche le reliquie di San Leopoldo Mandic, e penso a tante persone, tanti amici colpiti dal cancro, da un tumore. Lui, che ha guarito tante persone in vita, ci aiuti e soprattutto guarisca le persone ammalate.

E allora, è proprio con questo spirito che ci prepariamo ad accogliere quella parola che ci guarisce, anche dai tre mali che stasera il Vangelo ci vuole mettere davanti. E come fa Gesù? Con un modo semplice e diretto. Ma ascoltiamo, eh, ascoltiamo.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: “Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio”.

Gli rispose: “Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: ‘Venite, è pronto’. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi.

Il primo gli disse: ‘Ho comprato un campo e devo andare a vederlo. Ti prego di scusarmi’. Un altro disse: ‘Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli. Ti prego di scusarmi’. Un altro disse: ‘Mi sono appena sposato e perciò non posso venire’.

Al suo ritorno, il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: ‘Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi’.

Il servo disse: ‘Signore, è stato fatto come tu hai ordinato, ma c’è ancora posto’. Il padrone allora disse al servo: ‘Esci per le strade, lungo le siepi, e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena’”.

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Brava gente, ci troviamo di fronte a un invito che ci dice questa prima parola, che apre la parabola di Gesù: ci dice che ci tiene, ha un amore di predilezione. Quando tu inviti una persona significa che ci tieni, che la vuoi con te. Ecco, Gesù ci sta dicendo questo: “Eh, io ho un amore per te. Ho un amore per te”.

E poi c’è l’immagine della tavola, della mensa, che è un’immagine che accompagnerà costantemente la vita di Gesù. Se pensiamo a come si apre il suo ministero, c’è la scena delle nozze di Cana. E se pensiamo a come si conclude, c’è l’ultima cena. Gesù ci tiene a questa tavola e ci vuole lì.

Questa parabola ci dice anche un’altra cosa: non sempre si accoglie l’invito. Spesso troviamo scuse. E quali sono queste scuse? Possono essere il lavoro, gli affari, le preoccupazioni della vita quotidiana. Tutto sembra più importante dell’invito di Dio. Ma è proprio in questo che si gioca la nostra libertà: scegliere di accogliere l’invito o no.

E voi, brava gente, cosa farete? Accoglierete l’invito del Signore? Perché è un invito che non solo ci chiama alla festa, ma ci chiama a una relazione profonda con Lui.

Buonanotte, brava gente, e ricordatevi: Dio vi ama e vi invita sempre alla Sua mensa.