Tendo queste mie mani aperte e vuote, sono insieme preghiera e offerta: imploro il tuo amore e me ne faccio puro tramite. Ricevo da te una pioggia gratuita d’amore che mi fa fiorire – e mi permette di offrire al mondo la mia bellezza, i miei frutti, la pienezza della mia vita irrorata di grazia.
La mia ricompensa è un dono di vita nuova che scopro ogni giorno, una ricompensa inattesa cui non so abituarmi, una gioia che ogni giorno cambia gusto e colore e mi fa sempre nuova nell’amore.
Invito allora alla mia tavola chi meno riesce a sentirsi amato, chi più si sente lontano dall’attenzione di un Dio talmente sovrabbondante di amore da aver bisogno di mille mani per spartirlo e, nel dividerlo, moltiplicarlo. La ricompensa è il dono stesso: nell’offrire ricevo – a piene mani, a mani vuote.
Queste mie mani tese allora diventano strumenti di grazia, le offro al Signore perché ne faccia quel che vuole: servire è amare, offro questo banchetto per poter riversare sui fratelli l’amore del Signore, per poterli sfamare con l’abbondanza dell’amore che ho ricevuto e non so, non posso tenere per me.
Verena M.

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
