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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 23 Ottobre 2024

Gesù paragona i suoi discepoli a un amministratore fedele, incaricato di prendersi cura della casa del padrone. Ma cosa succede quando l’amministratore pensa che il padrone tarderà a tornare? Comincia a trascurare i suoi doveri, a maltrattare gli altri servi, a pensare solo a sé stesso.

Questa parabola rispecchia una tendenza umana molto comune. Quando pensiamo che nessuno ci stia guardando, o che le conseguenze delle nostre azioni siano lontane, è facile allentare la presa, cedere alla pigrizia, diventare indifferenti ai bisogni degli altri.

Inizia con piccole cose: rimandare un impegno, ignorare un problema nella comunità, chiudere gli occhi di fronte all’ingiustizia. A poco a poco, ci abituiamo a questa indifferenza. Diventiamo spettatori passivi anziché attori nella nostra vita e nella nostra comunità.

Ma Gesù ci ricorda che siamo chiamati a rimanere svegli, vigili, attivi. Siamo custodi non solo della nostra vita, ma anche di quella dei nostri “fratelli” – tutti coloro che ci circondano – e della nostra “casa comune”, il mondo in cui viviamo.

Rimanere svegli non è sempre facile. Richiede sforzo, impegno costante. Ma è attraverso questa vigilanza attiva che diamo senso alla nostra vita e contribuiamo a creare un mondo migliore.

Ricordiamoci quindi di resistere alla tentazione della pigrizia e dell’indifferenza. Rimaniamo svegli, attenti, pronti a prenderci cura gli uni degli altri e del nostro mondo. Perché è in questo “prendersi cura” che troviamo la gioia di una vita pienamente vissuta.

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