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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 22 Ottobre 2024

Gesù ci invita a essere come servi vigilanti.

Essere vigilanti significa aprire gli occhi non solo alla realtà che ci circonda, ma anche alle sottili manifestazioni dello Spirito santo nella nostra vita quotidiana. È un invito a notare la bellezza di un fiore che sboccia, il calore di un sorriso amichevole, la gentilezza di un gesto inaspettato.

In questi momenti apparentemente ordinari, possiamo scorgere la straordinaria presenza di Dio.

Questa attenzione ci permette anche di riconoscere il bene che spesso passa inosservato. In un mondo che sembra concentrarsi sul negativo, essere vigilanti ci aiuta a vedere gli innumerevoli atti di bontà e amore che accadono intorno a noi ogni giorno.

Inoltre, questa consapevolezza ci aiuta a comprendere meglio il tempo in cui viviamo. Ogni epoca ha le sue sfide e opportunità, e riconoscerle ci permette di vivere più pienamente, di rispondere alle chiamate del nostro tempo e di contribuire positivamente al mondo che ci circonda.

Vivere con questa vigilanza non significa essere in uno stato di ansia costante, ma piuttosto in uno di gioiosa attesa e apertura. Significa essere pronti a cogliere la bellezza, il bene e la grazia di Dio in ogni momento, trasformando così la nostra vita quotidiana in un’esperienza ricca e significativa.

Che possiamo, quindi, attraversare le nostre giornate con occhi aperti e cuori attenti, pronti a riconoscere e accogliere il prezioso in ogni istante della nostra vita.
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