Tutti noi abbiamo la tentazione di vivere cristianamente confidando in Dio ma anche nelle nostre forze, per cui tendiamo a preservarci nel dono di sé. Finché si tratta di rispettare i comandamenti, più o meno, tra alti e bassi, ci sentiamo abbastanza tranquilli.
Ma se si tratta di donare noi stessi, di dare noi stessi da mangiare, di mettere a disposizione il nostro tempo e i nostri soldi, di farci carico delle miserie altrui, di vendere quello che abbiamo e darlo ai poveri allora le cose si complicano. E non si tratta delle cose materiali.
Gesù fa riferimento ad ogni nostra ricchezza, a tutta la nostra vita. Ecco perché i discepoli restano sconcertati e stupiti: se si fosse trattato solo di cose materiali il comando di Gesù avrebbe riguardato solo i ricchi e certamente non loro.
Invece riguarda tutti noi, perché non c’è nessuno che non abbia niente da donare. Se vogliamo entrare nel regno di Dio bisogna donare quello che abbiamo senza riserve e questo è possibile perché Gesù ci dona lo Spirito, la Grazia di sentirci amati da Dio, che ci dà la forza di convertirci e di camminare in salita verso il Cielo.
Per riflettere
Siamo consapevoli che solo affidandoci pienamente in Dio possiamo sperimentare il centuplo in questa vita, cioè la gioia, e la vita eterna nel tempo che verrà?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
