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p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 5 Ottobre 2024

Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

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Buonasera, buonasera brava gente, ci troviamo insieme ai piedi della tomba di San Francesco.

In questo giorno così solenne, così significativo per il nostro paese, stasera vorrei parlare poco. Ascolteremo il Vangelo e poi pregheremo con due santi: San Giovanni Paolo I e Santa Teresa di Calcutta.

E in queste preghiere ci saranno anche le vostre intenzioni.

Chi incontra Francesco incontra la fraternità. Accanto a lui ci sono i primi compagni, e con questo spirito vogliamo ascoltare, attraverso la parola di un mio carissimo confratello, fra Giulio, il Vangelo che ci accompagna e ci illumina.

Per una strana coincidenza, il Vangelo di domani riprende il Vangelo che oggi è stato proclamato nella solennità di San Francesco.

Dal Vangelo secondo Luca:

“In quel tempo, i 72 tornarono pieni di gioia dicendo: ‘Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome’. Egli disse loro: ‘Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni, e sopra tutta la potenza del nemico. Nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli’.

In quella stessa ora, Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: ‘Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti, e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio, e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo’.

E rivolto ai discepoli, in disparte, disse: ‘Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re vollero vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro; e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono'”.

Brava gente, il Vangelo ci dice una cosa straordinaria: vivere la gioia, essere nella gioia, donare la gioia. Quel “ti benedico” rappresenta il cuore grande di Gesù; quel “pieni di gioia” dei discepoli rappresenta la differenza tra le gioie effimere e le gioie vere.

Ognuno di noi può davvero iniziare un nuovo giorno pensando: quali sono le gioie vere? Quali invece quelle che lasciano l’amaro in bocca?

E ora, come vi accennavo, il commento lo facciamo anche con due preghiere. Li vogliamo immaginare qui, perché ci sono stati San Giovanni Paolo I e Santa Teresa di Calcutta.

Aiutaci, è la preghiera di San Giovanni Paolo II:

“Aiutaci, San Francesco d’Assisi, ad avvicinare alla Chiesa e al mondo di oggi il Cristo. Tu, che hai portato nel tuo cuore le vicissitudini dei tuoi contemporanei, aiutaci, col cuore vicino al cuore del Redentore, ad abbracciare le vicende degli uomini della nostra epoca: i difficili problemi sociali, economici, politici, i problemi della cultura e della civiltà contemporanea, tutte le sofferenze dell’uomo di oggi, i suoi dubbi, le sue negazioni, i suoi sbandamenti, le sue tensioni, i suoi complessi, le sue inquietudini.

Aiutaci, Francesco, a tradurre tutto ciò in semplice e fruttuoso linguaggio del Vangelo. Aiutaci a risolvere tutto in chiave evangelica, affinché Cristo stesso possa essere via, verità e vita per l’uomo del nostro tempo”.

Queste parole, davvero, sono profetiche.

Brava gente, ora ascoltiamo fra Giulio, che pregherà e ci ricorderà la preghiera di Madre Teresa di Calcutta, qui sulla sua tomba.

Rivolgiamo la nostra preghiera a Francesco d’Assisi. Lui, che seguì alla lettera gli insegnamenti del Padre, ci insegnerà ad amare, ci insegnerà a capire, ci darà il coraggio di condividere. Condividere è l’espressione di un grande amore. Francesco ci insegnerà a donare fino alla sofferenza, con letizia estrema.

Brava gente, in questo momento di silenzio, portiamo tutte le nostre preghiere, tutti i nostri desideri, tutti i nostri ringraziamenti, certi che Francesco li porterà nel cuore di Gesù.

E ora, brava gente, ci mettiamo accanto, ci spostiamo. Ci sono i saluti e i ringraziamenti di tante persone che si affidano a San Francesco.

E poi Giulio ci darà, per chi vuole, un’indicazione bella: vedete quelle candele? Anche voi da casa le potete accendere. È un bel segno, un bel segno. Quella cera che si consuma rappresenta noi che stiamo lì e diciamo: “Francesco, portaci luce”.

E allora, facciamo gli auguri ad Angelica con i figli Vito e Monica, che vorrebbero gli auguri per i loro 36 anni di matrimonio e per i 25 anni della figlia Monica. Ogni bene!

Non ci dimentichiamo, però, di fare gli auguri a Papa Francesco, vero Giulio? Un grande abbraccio da tutti noi. Lo sosteniamo nel ministero che porta avanti.

Poi, una preghiera anche per Monica, che oggi compie 25 anni. Penso anche ad Alessandra, che vorrebbe una preghiera per la famiglia, e un augurio di buon onomastico per Francesco, che ha 13 anni. Francesco, vai, coraggio! Monica vorrebbe gli auguri per il suo compleanno e una benedizione per la famiglia. Ogni bene, Monica!

E poi, nonna Maria Manzi ha compiuto 91 anni! Coraggio, eh, arriverai a 100! Benedetta fede incrollabile da tutta la tua famiglia. Un augurio.

Vorrei poi ringraziare tutta la parrocchia di Battipaglia che ho incontrato, in modo particolare la signora Carmelina Sola, e quella statua della Madonnina. Bella!

Saluto anche la brava gente di Castel Civita. Ogni bene!

E poi Mirco, con la sua famiglia da Palermo. E c’era stato un ultimo WhatsApp, ma adesso non lo ricordo. Però sappiate che vi porto qui, sulla tomba di San Francesco. Volevate venire per il vostro anniversario di matrimonio. Ecco, vi saluto. Coraggio!

E Giulio, ora vogliamo fare questo avviso bello.

Buonasera, brava gente. Vedete? Ci sono tanti pellegrini, anche stasera, che pregano qui. Stiamo approfittando della bontà e di questa grande novità, che già c’era l’anno scorso, giusto? Esatto.

È possibile, innanzitutto, ciao a tutti, è possibile accendere una candela virtuale attraverso il web, a San Francesco. Noi, fisicamente, e noi frati, come diceva Enzo, accendiamo queste candele perché portiamo le preghiere delle persone che si raccomandano a noi qui, alla tomba di Francesco.

Dove devono andare? Sulla pagina Facebook, esatto, “San Francesco d’Assisi”. Lo vedete in grande con l’asterisco blu, perché quello vi dice che è autentico. Le altre sono fake.

Lì c’è il primo post, un post bloccato in alto per questi giorni, con scritto “Accendi la candela”. Voi cliccate lì e vi porta su un sito per accendere questa candela. Non vi chiediamo né soldi né niente. È un modo per continuare a pregare San Francesco, anche se non si può venire fisicamente qui ad Assisi.

Grazie Giulio. La preghiera, per me, volentieri, a vicenda.

Dai, ok. Buona serata, brava gente, e vi lascio con l’immagine per chi si affaccia domani.

Buona giornata, brava gente. Ciao!