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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Ottobre 2024

Animo, italiani! Oggi celebriamo il patrono del nostro (scassato) paese e ci ricordiamo che la nostra è una terra di grandi santi che hanno segnato la storia (e non solo della Chiesa!), fra cui frate Francesco poverello.

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I fratelli ortodossi lo chiamano “il somigliantissimo” a Cristo ed è l’unico santo cattolico che riconoscono del secondo millennio. Sì: non fu Cristo, ma nessuno seppe assomigliargli così tanto. E la sua santità ancora affascina e chiama a sé migliaia di uomini e donne che vogliono seguire il vangelo come è riuscito a fare il poverello di Assisi, il vangelo sine glossa, senza troppe interpretazioni, accolto in tutta la sua destabilizzante forza e profezia.

La sua storia, così lontana da noi nel tempo, riesce a far vibrare i cuori per la sua assoluta radicalità, la sua struggente ingenuità, la sua passione. Francesco passionale, innamorato del suo Cristo, dei poveri e degli ultimi, Francesco tutto donato, eccessivo, folle di Cristo.

Francesco vive in un tempo arrogante come il nostro, violento e superficiale, zeppo di cristiani che vivono il vangelo solo esteriormente, senza permettere allo stesso vangelo di cambiare le loro scelte. Anche Francesco, inizialmente, vive così, come ogni giovane del suo tempo, con qualche sogno di gloria e di fama, con la voglia di emergere, di fare a botte, di vestirsi alla moda, di pavoneggiarsi.

Sarà proprio la guerra e la prigionia a Perugia a cambiare il suo cuore e a portarlo all’essenziale, perché nella sofferenza la verità si fa più chiara. Francesco decide di accogliere il vangelo senza interpretazioni e compie gesti di una tale radicalità che viene preso per pazzo e guardato con sospetto (per anni!) anche dalla Chiesa, imbarazzata allora dai nascenti movimenti pauperistici eretici.

E Francesco invece, nella sua disarmante e disarmata fedeltà al vangelo, diventerà strumento prezioso nelle mani dello Spirito per condurre gli uomini a Dio… Il suo carisma, la sua preghiera, la sua santa e sana follia scuotano alle radici il nostro cristianesimo da poltrona e pantofole.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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