Gesù aveva individuato tra i discepoli dodici apostoli. Una chiamata precisa per alcuni selezionati tra molti ai quali, a suo tempo, saranno attribuiti incarichi.
Ma il messaggio che il Maestro sta impartendo non è riservato ad una cerchia ristretta di persone. La lieta notizia che i discepoli vivono nella sequela del Nazareno deve essere portata a tutti pur nelle difficoltà che la giovane comunità sta sperimentando.
Le beatitudini, vero passaporto del cristiano, sia nella versione di Luca che meditiamo ora che in quella di Matteo, sono rivolte a tutti. In particolare agli stessi discepoli che lo seguono. Sono un programma di vita cristiana, un percorso da intraprendere, per molti una mèta irraggiungibile. Per il Figlio di Dio invece sono lo stile che deve caratterizzare il discepolo e quindi tutti i battezzati di oggi. L’Emmanuele è seduto: alza gli occhi come se volesse riservare a ciascuno di loro una beatitudine, quasi che ad ogni affermazione qualcuno di loro si sentisse chiamato personalmente in causa. Non sono un’utopia ma una presa in carico della necessità della Parola del Verbo,
Diversamente da Matteo, il testo di Luca si articola in due momenti. Alle beatitudini seguono precise ammonizioni tutte introdotte da “Guai (a voi)”. L’invito è riconoscerlo come la seconda Persona della Santissima Trinità e Via di salvezza. Rifiutarlo è credere in un Dio a nostra immagine e somiglianza quasi sostituendoci a Lui stesso. Accettare e provare a vivere le beatitudini ci permetterà di collocarci alla destra del Giudice; rifiutarlo è destinarci alla sinistra.
Non è Dio che sceglie per noi. Siamo noi che esercitando il libero arbitrio decidiamo se recidere ogni legame con il Creatore o abbracciare le beatitudini come cammino di conversione pensato dal Padre.
Per riflettere
Ogni beatitudine contiene un messaggio profondo ed articolato. E sempre valido. Anche quando anticipa ai discepoli il prezzo da pagare per annunciare il kerygma. Ai tempi di Gesù e nel corso dei secoli non sono mai mancati i martiri riconosciuti dalla Chiesa e santificati. Ma tutti i battezzati, pur fragili vasi di coccia, sono chiamati a percorrere il sentiero sicuro delle beatitudini. Anche quando ci costa.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
