“Beati voi poveri…,beati voi che avete fame…, beati voi che piangete. Guai a voi ricchi…, guai a voi sazi…, guai a voi che ora ridete”.
Il Vangelo di oggi ci rivela una verità che non dobbiamo mai dimenticare: si è beati per ciò che ci manca, e si è nei guai per ciò che si ha. Detto così è poco comprensibile, ma se lo portiamo esistenzialmente nella nostra vita ci accorgiamo della verità di questa affermazione.
Infatti quando sperimentiamo una mancanza il nostro atteggiamento è completamente umile, spalancato verso l’esterno, ricettivo. Siamo come quegli uccellini che tengono il becco spalancato in attesa che la madre dia loro da mangiare.
La relazione è sempre apertura, e tutte le volte che sperimentiamo una mancanza essa ci spinge ad aprirci per accogliere ciò che non abbiamo. Mentre quando siamo sazi tutta la nostra attenzione è su noi stessi, sul nostro io.
Siamo come quei bambini che quando hanno ottenuto il giocattolo che desideravano si chiudono al mondo intorno a loro per concentrarsi solo sul loro gioco. L’autoreferenzialità è un guaio che il mondo contemporaneo vende invece come un affare.
Infatti viviamo in una cultura dove si demonizza la debolezza e si fomenta la forza. Viviamo in un mondo che ci dice che è sbagliato aprirsi e si è liberi solo quando non si ha bisogno di nessuno. Il Vangelo ci propone una logica contraria: benedire ciò che ci manca, e stare attenti a ciò che pensiamo di avere.
Autore: don Luigi Maria Epicoco
PAGINA FACEBOOK | CANALE TELEGRAM
