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mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 8 Settembre 2024

Effata! Apriti!

La Chiesa ha sempre ritenuto il valore battesimale del miracolo che il vangelo oggi ci propone: la guarigione del sordomuto. Tanto è vero che nella celebrazione del Battesimo, sia dei bambini come degli adulti, il sacerdote tocca le orecchie e la bocca del battezzando pronunciando la stessa parola di Gesù: “Effata!”, cioè “apriti”. I catecumeni aspettano da tempo la grazia del battesimo e noi, che l’abbiamo ricevuta da tempo, non finiremo mai di penetrarne tutto il significato.

Giovanni Paolo II, all’inizio del suo pontificato, ha gridato: “Aprite il cuore a Cristo!”. Sapete cosa il sacramento del battesimo fa di voi? Dio vi riconosce come suoi figli e trasforma la vostra esistenza in una storia d’amore con Lui. Vi rende conformi a Cristo, affinché possiate realizzare la vostra vocazione personale. È venuto a fare Alleanza con voi e vi offre la sua pace. Vivete ormai come figli della luce, riconciliati dalla Croce del Salvatore.

Il battesimo è il più bello dei doni di Dio, ci invita a diventare discepoli del Signore. Ci fa entrare nell’intimità di Dio, nella vita trinitaria, da oggi e per tutta l’eternità. È una grazia concessa al peccatore che lo purifica dal peccato e ne fa un uomo nuovo. È un bagno che lava e rigenera, un’unzione che ci conforma a Cristo, sacerdote, re e profeta. È un abito di forza e di perfezione. Rivestiti di bianco nel giorno del nostro battesimo, come lo saremo nell’ultimo giorno, siamo chiamati a mantenere ogni giorno lo splendore e ritrovarlo, grazie al perdono, alla preghiera e alla vita cristiana.

Il battesimo è il segno che Dio ci ha raggiunti sulle nostre strade, abbellendo le nostre esistenze e trasformando la nostra storia in una storia santa. Siete stati chiamati e scelti da Cristo per vivere nella libertà dei figli di Dio. Siete stati confermati nella vostra vocazione battesimale e abitati dallo Spirito Santo per annunciare il Vangelo con la vostra vita.

Ecco l’unica e vera meraviglia: una storia santa con lo Spirito Santo, un’impresa con lo Spirito. “Aprite le porte a Cristo Redentore”, gridava Giovanni Paolo II. Apri il tuo cuore! Il Signore lo aprì Lui stesso aprendo i sensi del sordomuto come aprì i sensi del cieco dalla nascita. Fa dei gesti che richiamano la creazione.

“Apri la tua via!”. “Guardando verso il cielo, emise un sospiro”: è il soffio dello Spirito. Lo stesso soffio che ritroviamo sulle acque battesimali nella notte di Pasqua e sugli apostoli quando li manda in missione (“Ricevete lo Spirito Santo”) e quando spirò sulla Croce: “Emise lo Spirito”. Questo soffio Gesù lo dona e dal suo Cuore trafitto “uscì sangue e acqua” del battesimo e dell’Eucarestia. Come dice Isaia: “Scaturirà l’acqua nel deserto e torrenti nella steppa”. Non si tratta della guarigione di un singolo, ma di un popolo intero, di tutta la terra trasformata dal bagno della nuova nascita. “Viene Lui stesso e vi salverà”. La grazia del battesimo ci fa figli di Dio, poveri come bambini, capaci di ricevere tutto e di essere amati in maniera unica.

“Effata, apriti”. Apri il tuo cuore, le tue labbra, le tue mani, le tue orecchie! Come proclama il rituale del battesimo: “Il Signore, che fa udire i sordi e parlare i muti, ti doni di ascoltare la Parola e di proclamare la fede per la gloria del Suo Nome”.

Ci stiamo preparando all’anno santo, prepariamo il cuore a ricevere la misericordia. “Non abbiamo paura di essere i santi del terzo millennio!”, proclamava San Giovanni Paolo II.

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