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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 6 Settembre 2024

Destabilizza, il Signore, spiazza, irrita, scuote, provoca (senza volerlo). Scardina i luoghi comuni dei devoti di tutti i tempi, i nostri luoghi comuni. Nel nostro immaginario, anche cattolico, più ci si avvicina a Dio e più ci si allontana dal mondo, lo si disprezza, lo si ignora.

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Lunghi digiuni, veglie notturne, abiti dimessi, voce vellutata (talora mielosa) indicano serietà, ascesi, consapevolezza del divino. Gesù, invece, dimostra di vivere intensamente: ama la vita, mangia e beve con gli amici, gioisce e fa festa, sorride spesso e non si prende troppo sul serio.

Perché il tempo della fede come sacrificio, come ascesi, di chi si presenta sempre col capo chino al cospetto di Dio è compiuto: se Dio è diventato uomo, tutto ciò che è autenticamente e profondamente umano fiorisce e diventa punto di accesso per incontrarlo.

Perciò il vino nuovo del Vangelo va custodito in otri nuovi, una nuova mentalità. Perché ci si abitua a tutto, figuriamoci alla fede. Solo che, a volte, ci si abitua come quando si continua a bere lo stesso vino per anni e si diventa impermeabili alla novità. Ci siamo costruiti dei riferimenti: uno stile di preghiera, un prete che ci piace, alcune convinzioni profonde che abbiamo interiorizzato. Bene, ottimo, ci sta. Solo che Dio, che ha un gran senso dell’ironia ed è sempre in movimento, spesso spariglia le carte.

Il discepolato non è come mangiare ad una mensa aziendale ma, piuttosto, come partecipare ad un pranzo di nozze. Ed è inutile cercare di rattoppare una fede logora con piccoli aggiustamenti di rotta come a volte accade nelle nostre parrocchie. Seguire lo sposo che è in mezzo a noi, accogliere il vino nuovo del Vangelo, frizzante e dinamico, significa avere il coraggio di cambiare le nostre botti, il coraggio di cambiare i vestiti logori.

Inutile fare rattoppi, pericoloso mettere il vino nuovo del Vangelo nelle vecchie botti delle sante e devote consuetudini, anche cattoliche. Vino nuovo in otri nuovi, perché Dio fa nuove tutte le cose. Così è il nostro Dio!

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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