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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Settembre 2024

Siamo guariti per metterci al servizio, come la suocera di Pietro. Il fatto di avere incontrato il Signore ci spinge a diventare servi gli uni degli altri, a portare la luce del Vangelo a coloro che ci stanno accanto.

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Gli indemoniati portati al Signore ci inquietano: il demonio professa la fede, sa benissimo che Gesù è figlio di Dio! Non basta professare la fede per essere discepoli, occorre comportarsi di conseguenza… Stiamo attenti, allora, nelle nostre comunità, nella nostra catechesi, a non concentrarci solo sul contenuto: non basta “sapere” la fede per essere coinvolti dal Vangelo e portati a compiere scelte di vita coraggiose. Un popolo che “sa” la fede ma non la vive non è un popolo di discepoli.

La fede è molto di più: quando il “sapere” diventa “agire”, lasciarsi coinvolgere, appassionarsi, vedere le cose in altro modo. Gesù ci invita a fare esperienza di Dio, ad andare a vedere dove Egli abita, lasciandoci affascinare dalla sua libertà, dalla sua fede, dalla sua compassione.

E no, non possiamo trattenere il Signore Gesù, rinchiuderlo nelle nostre sacrestie, tenerlo a disposizione come se fosse un soprammobile della nostra vita. Non possiamo pretendere di avere l’esclusiva su Dio, come se avesse appaltato la salvezza a noi. Siamo noi a seguire lui, noi ad assecondare la sua iniziativa, senza insegnargli, come fa uno stizzito Pietro, cosa deve fare.

Molti ancora sono coloro che vivono nella fatica, nella disperazione, senza avere trovato un senso alla loro vita e a loro possiamo rivolgere la Parola che a nostra volta abbiamo ricevuto. È necessario che la Parola sia rivolta a tutti, anche attraverso di noi, nella concretezza delle nostre scelte.

Ci siamo scoperti amati, abbiamo deciso di amare con l’amore che ha colmato il nostro cuore e che ora deborda verso tutti coloro che oggi incontreremo. Siamo strumento della tenerezza di Dio, siamo il suo volto sorridente e virile per tutte le persone che attraverso di noi in qualche modo sentiranno fiorire la loro giornata. Ci vuole poco, facciamolo.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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