Gesù è a casa sua, la piccola Nazareth dove tutti si conoscono e sono in qualche modo imparentati. Luca ci racconta che, secondo il suo solito, Gesù entra nella sinagoga del villaggio e proclama la Scrittura. Frequenta la parrocchia, il Maestro, non si sente migliore, non costruisce una comunità parallela, di migliori, di puri, di credenti credibili e azzimati. Frequenta la parrocchia e si mette a servizio della liturgia e, come consuetudine, si appresta a dire alcune parole di commento, come era abitudine fare.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 2 Settembre 2024” su Spreaker.Ma, certo, nessuno si sarebbe sognato di inventarsi alcunché: era prudente ripetere alcune delle frasi usate dal rabbino per commentare la Torah, lui aveva studiato. Gesù, invece, sbalordisce tutti, affermando che la profezia di Isaia si è realizzata, attualizzandola, dicendo a tutti di essere pieno di Spirito, di sentirsi chiamato ad annunciare la buona notizia. Apriti cielo! Ma chi si crede di essere? Come si permette di interpretare la Scrittura?
Sappiamo quanto scandalo suscita quella piccola omelia (fossero capaci le nostre omelie di scuoterci!). Ma quel che voglio rimarcare è l’umiltà adulta e consapevole del Signore che accetta di far parte di una comunità che si rivela ben più che limitata. Se vogliamo ripartire e far ripartire il pezzo di Chiesa che è in Italia e di cui facciamo parte, cominciamo con l’esserci. Anche se si fatica.
Luca racconta in che modo Gesù medita la Parola: facendola vibrare con la propria vita, mettendola in sintonia con le proprie scelte, applicandola ai propri sentimenti e alle proprie emozioni. Leggendo Isaia, lascia uscire il piccolo Isaia che c’è in ognuno di noi e vede intorno a sé la profezia che realizza, spalanca il proprio cuore alla sua realizzazione.
Così è la Parola al centro della nostra vita spirituale, del nostro percorso: capace di illuminare il presente, capace di orientare le nostre scelte. E pazienza se qualcuno rimane scosso dalle nostre scelte e dalle nostre parole, anche se è qualcuno di casa. Imparassimo anche noi a lasciar vibrare così la Parola in noi!
FONTE: Amen – La Parola che salva – Il blog di Paolo
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