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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 28 Agosto 2024

Scribi e farisei vivono un momento assai triste della loro vita. Essi si sono fossilizzati in una religiosità senza alcun respiro di umanità, giustizia, verità, santità, misericordia, pietà, compassione, carità. Essi vivono solo di apparenza peccaminosa. Come scuoterli dal loro torpore?

Come convincerli che il loro mondo è tutto avvolto dalla falsità, dalla menzogna, dall’inganno, dall’assoluta mancanza del vero Dio nella loro vita? Come portare a vera conversione? Solo attraverso l’uso di una profezia forte, risoluta, ferma, che svela la loro condizione. Gesù è particolarmente duro con i farisei, non è misericordioso come con tanti altri peccatori che incontra. Perché? Vuole dire a loro, e a noi che ascoltiamo le sue parole, che non c’è salvezza se non si parte dal riconoscersi bisognosi di conversione.

I farisei si reputano invece perfetti a tal punto da permettersi di giudicare il peccato dei loro padri. E Gesù è sferzante: giudicando i vostri padri, voi ammettete di essere figli di chi uccise i profeti. E così facendo “colmate la misura”, perché non ne assumete la responsabilità.

Quante volte anche noi siamo tentati di giudicare la nostra comunità di credenti, la Chiesa, quasi a prenderne le distanze: “Se la Chiesa non si evangelizza, mai potrà evangelizzare il mondo e se non si converte mai potrà divenire strumento e sacramento di conversione per il mondo”. Però noi ne siamo parte, ne siamo corresponsabili.

Converte chi si converte. Come per gli scribi e i farisei del tempo di Gesù, il metro della vera profezia, proclamata nel nome del Signore e non con parole umane, è nella nostra capacità di conversione di noi stessi, per mettere dentro il nostro cuore la Parola di Dio e levarne ciò che è morte e marciume.

Per riflettere

Chiediamoci: come vedo io la Chiesa? Sono riconoscente alla Chiesa perché mi ha generato nella fede attraverso il battesimo? Amiamo la Chiesa come si ama la propria mamma, sapendo anche comprendere i suoi difetti, la aiutiamo a essere più bella, più autentica, più secondo il Signore? La Chiesa siamo tutti, e tutti siamo chiamati a collaborare alla nascita alla fede di nuovi cristiani, tutti siamo chiamati a essere educatori nella fede, ad annunciare il Vangelo. (Papa Francesco, udienza generale dell’11 settembre 2013)

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi