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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 28 Agosto 2024

C’è un dentro e c’è un fuori. Normalmente siamo tutti particolarmente attenti al “fuori” , a come ci presentiamo, come veniamo considerati, come siamo giudicati.

Non soltanto dal punto di vista estetico (ed è bene coltivare anche il proprio aspetto fisico senza che questa cosa diventi un’ossessione), ma anche dal punto di vista etico, morale: siamo appesi al giudizio delle persone, sempre spaventati dal prendere un voto negativo.

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Solo che, troppe volte, il “fuori” è apparenza senza sostanza, soprattutto nelle cose riguardanti Dio e la fede. Come se Dio, in verità, non ci fosse, come se non vedesse, come se non conoscesse ogni nostro più recondito ambito, ogni nostra sfumatura.

Il Dio che Gesù è venuto a raccontare non sopporta le belle mascherine, non sa che farsene delle false immagini di noi stessi. Preferisce peccatori onesti a santi ipocriti. I farisei, pur essendo dei pretoriani della fede, dei credenti zelanti e infiammati, rischiano di diventare dei burattini, tutti preoccupati dell’esteriorità a scapito dell’interiorità, dei veri sepolcri imbiancati (che immagine fortissima!), belli fuori e marci dentro…

Il discepolo è chiamato ad essere autentico, anche a costo di apparire troppo diretto. Le persone che si avvicinano a noi cristiani si accorgono da lontano se viviamo ciò che professiamo, se sperimentiamo ciò che diciamo.

Gesù se la prende contro l’atteggiamento di chi loda i profeti del passato e non riconosce quelli del presente. Ed è proprio così: quasi sempre la profezia non è accettata e riconosciuta, specialmente dalle autorità che la vivono con insofferenza e di malavoglia.

Prima di lodare (giustamente) i grandi uomini di Dio che la Chiesa ha stentato a riconoscere, cerchiamo di non commettere lo stesso errore e teniamo lo sguardo interiore pronto a riconoscere la loro presenza.

Agostino, grande innamorato di Dio, che oggi ricordiamo, ci faccia sperimentare nell’autenticità il fatto che tu ci hai fatto per te, Signore, e il nostro cuore è senza riposo finché non riposa in te.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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