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don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 4 Agosto 2024

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Ci sono due motivi per cui amare qualcuno: o per ciò che ci dà, o per ciò che è. Gesù nel Vangelo di oggi dice esattamente questo alle folle:

“In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”.

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Voi mi cercate, dice Gesù, per quello che vi ho dato, ma dovete imparare ad amarmi per ciò che sono. Infatti quando una relazione si poggia sul verbo avere rischia di diventare solo opportunismo travestito d’amore.

E quando accade che chi abbiamo di fronte non ha più nulla da darci, allora ce ne andiamo via. Invece quando l’amore si poggia sul verbo essere allora non importa più se hai o non hai qualcosa, perché la cosa che conta di più sei tu, e non quello che hai nelle tue mani.

L’amore non cerca nulla se non la persona che ama. Anche nella fede dovrebbe accadere questo: amare Dio per ciò che è non per ciò che potrebbe darci. Perché chi ragiona in questo secondo modo, ragiona come i pagani.

Essi infatti si rivolgono a Dio solo quando gli serve qualcosa. Il credente invece cerca Dio anche quando si mostra crocifisso, con le mani inchiodate, quando non può darci nulla, e che come un mendicante dice “ho sete”.

Chi non scappa davanti a Gesù Crocifisso, può dire davvero di credere, perché la fede è credere all’amore contro ogni convenienza umana. E misteriosamente si realizzerà per lui ciò che Gesù dice a conclusione del vangelo di oggi:

«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!». 


Autore: don Luigi Maria Epicoco
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