Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 29 Luglio 2024

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Oggi la Chiesa fa memoria di santa Marta e, da qualche anno, anche quella di Maria di Betania e di Lazzaro.

Fa tenerezza immaginare Gesรน che, volentieri, scappa dalla Gerusalemme che uccide i profeti per salire il monte degli ulivi e dirigersi verso Betfage e Betania, ospite di questa famiglia semplice e gioiosa che sa accoglierlo nella semplicitร .

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Betania, da allora, รจ diventata, a ragione, il simbolo dell’accoglienza del Signore nelle nostre vite. Come sarebbe bello fare della nostra giornata una piccola Betania che accoglie colui che non ha dove posare il capo!

E invece di passare il tempo a lamentarci col Signore e a chiedergli ogni grazia, accoglierlo e metterci in ascolto del suo racconto! Ma voglio soffermarmi un attimo su Marta, una delle discepole piรน care al Signore, diventata modello di efficienza e di operositร .

Approfitto di questo spazio che mi รจ concesso per spezzare una (grossa) lancia in suo favore. Tacciata, nel passato, di essere una superficiale, troppo distratta dalle cose da fare, mentre sua sorella Maria, figura del discepolo misticheggiante, l’avrebbe superata sulla via della santitร .

Non penso che sia cosรฌ: รจ un’interpretazione approssimativa e decisamente interessata da parte di coloro che hanno erroneamente pensato che la povera Marta fosse la meno brillante della famiglia.

Errore esegetico e spirituale clamoroso: Gesรน, dopo averla redarguita, ne sono certo, si รจ alzato e si รจ messo a tavola e, fidatevi, i piatti li ha fatti lavare a Maria mentre lui catechizzava Marta. L’azione e la preghiera sono una sorella dell’altra, questo dice il brano del Vangelo, sono nella stessa famiglia.

Non esiste azione che non scaturisca dalla preghiera, nรฉ contemplazione che non sfoci nell’azione. Sono entrambe necessarie, due binari paralleli su cui corre il treno della fede. Oggi, perรฒ, rendiamo onore alle tante “Marta” che popolano le nostre parrocchie, puliscono i nostri oratori, allestiscono la festa patronale montando gazebo e tendoniโ€ฆ

Grazie!

FONTE: Amen โ€“ La Parola che salvaIl blog di Paolo

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