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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 20 Luglio 2024


Il Giusto è scomodo perché il bene dà fastidio. Entrambi rompono gli equilibri, svelano le ipocrisie. Per questo vanno “tolti di mezzo”. Gesù ha vissuto la sua missione con il peso di una condanna a morte. Sin dalla nascita, quando Erode lo ha cercato per ucciderlo ed egli è dovuto scappare in Egitto. Un bambino appena nato, piccolo, fragile, eppure così potente da far tremare i re di questo mondo. È il destino riservato ai profeti, sempre perseguitati.

Non c’era altro modo per salvare il mondo dalle catene del suo principe che lasciarsi afferrare e farsi uccidere. Solo così poteva essere definitivamente smascherato l’oscuro architetto del male. Non una guerra di spade, ma un umile Servo, un Servo che riscattasse l’umanità perché in Lui ogni uomo potesse ritornare ad essere il “compiacimento” del Padre, come era al principio. Nostro Signore ha saputo intercettare nella “canna infranta” e nel “lucignolo fumigante” la firma del Padre. Non ha disprezzato nessuno, e oggi non disprezza neanche noi, nonostante il nostro peccato.

Ma proprio così Gesù ha “tolto di mezzo” il peccato, inchiodando sulla sua Croce il documento della nostra condanna. Non con la forza coercitiva, con una violenza più forte, ma con l’offerta di sé stesso ha fatto “trionfare la giustizia”. Il suo amore ha trasformato il peccato in una chiamata alla vera vita! Sulla Croce, infatti, è diventato il più lontano dal Padre, sperimentandone addirittura l’abbandono, perché nessuno fosse escluso dalla misericordia.

Lasciamoci amare allora, e chiediamo a Dio la stessa misericordia piena di pazienza per non spegnere la brace del suo amore che è viva sotto la cenere che ricopre la vita di tanti che sono intorno a noi. Solo allora “trionferà la giustizia” perché con il nostro sguardo di compassione giungerà su ogni uomo la misericordia di Dio che giustifica e ricrea.

Per riflettere


[Cristo] è il rivelatore del Dio invisibile, è il primogenito di ogni creatura, è il fondamento di ogni cosa; Egli è il Maestro dell’umanità, è il Redentore; Egli è nato, è morto, è risorto per noi; Egli è il centro della storia e del mondo; Egli è Colui che ci conosce e che ci ama. (San Paolo VI)

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi