Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 11 Luglio 2024

Commento al brano del Vangelo di: Mt 19,27-29

Data:

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La โ€œsalvezzaโ€ รจ l’โ€œimpossibile all’uomoโ€ che Dio rende โ€œpossibileโ€. Con le parole di oggi Gesรน smonta le pretese di chi crede di salvarsi con le proprie forze e i propri meriti. L’orizzonte che attende ogni uomo รจ il Regno dei Cieli, non un regno che trasformi ideologicamente la terra in Cielo; la salvezza รจ entrarvi perchรฉ chiamati, e non puรฒ essere il frutto degli sforzi umani.

Si tratta di pura gratuitร . All’uomo carnale piegato orgogliosamente su sรฉ stesso la Grazia purtroppo riesce terribilmente indigesta. Inutile cercare un atto eroico con cui guadagnarsi una medaglia, perchรฉ nel regno di Dio, nella Vita eterna, per primi entrano gli ultimi, e non gli eroi secondo il mondo. Nel corteo trionfale che entrerร  in Cielo dopo la battaglia combattuta sulla terra, i primi saranno i piรน deboli, i piccoli, feriti, quelli che nel mondo sono considerati gli โ€œultimiโ€, stolti e insensati a tal punto da perdere tutto per Cristo.

Il Signore ci chiama oggi a passare dalla โ€œtristezzaโ€ dell’orgoglio che non accetta la debolezza alla โ€œgioiaโ€ umile di โ€œricevere cento volte tantoโ€ di quello che abbiamo โ€œlasciatoโ€ nelle sue nelle mani. Gesรน ci invita a non temere e ad accettare il fatto che a noi รจ impossibile entrare nel Regno dei Cieli. Solo cosรฌ non presumeremo nulla di noi stessi, e lasceremo che Dio operi in noi l’โ€œimpossibileโ€.

Gesรน non ci chiama a buttare tra i rifiuti le nostre ricchezze, bensรฌ a โ€œlasciareโ€ che si occupi Lui dei nostri beni in modo che attraverso Lui vengano purificati, santificati, e diventino strumenti del suo amore che vince il peccato e supera i limiti dell’egoismo e della concupiscenza. โ€œLasciare case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il Nome di Gesรนโ€ non significa perderli, ma vederli โ€œcentuplicatiโ€.

Per riflettere

Sono messi cosรฌ allo scoperto due malanni capitali della psicologia umana, colpevoli delle rovine piรน estese e piรน gravi dell’umanitร : l’egoismo e l’orgoglio. L’uomo allora fa centro su sรฉ stesso nella estimazione dei valori della vita; egli si fa primo; egli si fa unico. La sua arte di vivere consiste nel pensare a sรฉ stesso e nel sottomettere gli altri. Tutti i grandi disordini sociali e politici hanno nell’egoismo e nell’orgoglio il loro bacino di cultura, dove tanti istinti umani e tante capacitร  d’azione trovano il loro profondo alimento, ma dove l’amore non c’รจ piรน. Ed anche dove questo sovrano sentimento ancora sopravvive, ma intriso com’รจ d’egoismo e d’orgoglio, si deforma e si deprava; diventa egoismo collettivo, diventa orgoglio di prestigio comunitario. (Paolo VI)

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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