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don Lucio D’Abbraccio – Commento al Vangelo del 30 Giugno 2024

Abbiamo fede nel Signore?

Nell’odierna domenica, l’evangelista Marco ci presenta il racconto di due guarigioni miracolose che Gesù compie in favore di due donne: la figlia di uno dei capi della Sinagoga, di nome Giàiro, ed una donna che soffriva di emorragia. Sono due episodi in cui sono presenti due livelli di lettura; quello puramente fisico: Gesù si china sulla sofferenza umana e guarisce il corpo; e quello spirituale: Gesù è venuto a guarire il cuore dell’uomo, a donare la salvezza e chiede la fede in Lui.

Nel primo episodio, infatti, alla notizia che la figlioletta di Giàiro è morta, Gesù dice al capo della Sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!», lo prende con sé dove stava la bambina ed esclama: «Fanciulla, io ti dico: alzati!». Ed essa si alzò e si mise a camminare. San Girolamo commenta queste parole, sottolineando la potenza salvifica di Gesù: «Fanciulla, alzati per me: non per merito tuo, ma per la mia grazia. Alzati dunque per me: il fatto di essere guarita non è dipeso dalle tue virtù» (Omelie sul Vangelo di Marco, 3).

Il secondo episodio, quello della donna affetta da emorragie, mette nuovamente in evidenza come Gesù sia venuto a liberare l’essere umano nella sua totalità. Infatti, il miracolo si svolge in due fasi: prima avviene la guarigione fisica, ma questa è strettamente legata alla guarigione più profonda, quella che dona la grazia di Dio a chi si apre a Lui con fede. La seconda fase è quando Gesù dice alla donna: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male!».

Questi due racconti di guarigione sono per noi un invito a superare una visione puramente orizzontale e materialista della vita. A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona. Non rivolgiamoci a Dio solo nei momenti bui della nostra vita. Ringraziamo il Signore ogni giorno chiedendoGli di avere sempre fede e fiducia in Lui perché, come scrive l’apostolo Paolo: «Chiunque crede in lui non sarà deluso» (cf Rm 10.11).

I miracoli che vengono narrati nel Vangelo di questa domenica, ci mostrano la compassione di Gesù verso i sofferenti. Egli è attento ai bisogni delle persone, specialmente di quelle che sono emarginate e scartate dalla società. Gesù che si fa attento alla sofferenza umana ci fa pensare anche a tutti coloro che aiutano gli ammalati a portare la loro croce, in particolare i medici, gli operatori sanitari e quanti assicurano l’assistenza religiosa nelle case di cura.

Inoltre, questi miracoli rivelano la potenza di Gesù. Egli ha potere sulla malattia, sulla morte e su tutte le forze del male. Le storie della donna emorroissa e della figlia del capo della sinagoga ci invitano a credere in Gesù. Egli è il Messia, il Figlio di Dio, che è venuto nel mondo per portare la salvezza. Egli è un Padre amorevole che ha cura di noi e desidera il nostro bene. È un Padre misericordioso, sempre pronto ad accoglierci, a perdonarci e a donarci la sua guarigione e la sua salvezza. Apriamo il nostro cuore alla sua misericordia. Se ci rivolgiamo a Lui con fede, anche noi possiamo essere guariti dalle nostre infermità fisiche e spirituali.

Chiediamo alla Vergine Maria, Salute degli infermi, di accompagnare il nostro cammino di fede e il nostro impegno di amore concreto specialmente verso chi è nel bisogno, mentre invochiamo la sua materna intercessione per i nostri fratelli che vivono una sofferenza nel corpo e nello spirito. Amen!

Fonte

Don Lucio D’Abbraccio

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