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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 6 Giugno 2024

Quella dello scriba può essere interpretata come una domanda provocatoria. Ma lascia anche trasparire il desiderio che un uomo di fede ha di voler davvero fare la volontà di Dio e di conseguenza capire la via da perseguire.

Lo scriba pone un quesito non tanto diverso da quello che risuona nell’intimo di ogni cristiano che discerne la propria vocazione o medita sulle scelte già fatte: che cos’è davvero importante? Che cosa devo fare?

Gesù risponde che il primo passo da compiere è ascoltare. La vocazione non è qualcosa di separato dalla realtà, ma è strettamente intrecciato con essa. Il lavoro, lo studio, il servizio, la famiglia, gli amici: ogni contesto che viviamo ci parla e dice qualcosa di significativo su e a ciascuno di noi. Non si tratta di un ascoltare passivo, ma che coinvolge totalmente il nostro essere—il cuore, l’anima, la mente—e richiede energia.

È una bella sfida, perché richiede di metterci costantemente in gioco, di aprirci all’altro, condividendo anche i nostri limiti e le nostre fragilità. In una parola, significa amare. Un amore che nasce dalla nostra relazione con Dio, orientato verso il prossimo, considerandolo non come un mezzo per i nostri fini egoistici, ma come un fratello o una sorella.

È solo ponendo l’amore di Dio al centro che possiamo autenticamente relazionarci con gli altri e accogliere la nostra chiamata unica. È in questo cammino di amore e ascolto che troviamo il senso più profondo della nostra esistenza e il compimento del desiderio di felicità che Dio ha per ciascuno di noi.

Per riflettere

Il dialogo tra lo scriba e Gesù ci pone di fronte a una domanda essenziale: cosa è veramente importante nella nostra vita? Siamo disposti ad ascoltare e a mettere in pratica l’invito del Signore all’amore e al servizio?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi