Siamo giunti alla III domenica di quaresima. In questo tempo abbiamo compreso quanto ย siamo deboli e fragili, eppur ricolmati dellโamore misericordioso di Dio (mercoledรฌ delle ceneri); abbiamo ย capito che le tentazioni fanno parte della vita e che spetta a noi cercare di restare saldi nel Signore, ย confidando nella forza della sua Parola (I domenica di quaresima); abbiamo compreso anche che per ย affrontare le sfide รจ necessario tenere davanti a sรฉ una โragione di vitaโ che per noi รจ la Meta che ci attende ย in Cielo, anticipata nel mistero della Trasfigurazione (II domenica di quaresima).
La lotta piรน impegnativa ย non sta tanto nel nostro darci da fare, ma nel lasciarci fare daDio: permettere cioรจ al Signore di โpurificareโ ย i nostri desideri, visto che sono il motore che muove la vita. Per questo รจ importante โmettervi ordineโ, ย affinchรฉ siano sempre piรน coerenti con la volontร del Padre. Una lotta che avviene prima di tutto nella ย โcasaโ del nostro cuore e solo Dio ne conosce in profonditร i segreti e quindi, con la luce e la forza della ย Parola, sa dove โtoccare e guarireโ pur di eliminare le affezioni disordinate, quei โmercantiโ presenti nel ย cuore. ร questo il tema di questa III domenica. ย
Se fino ad oggi abbiamo ascoltato il Vangelo di Marco, da oggi fino alla domenica delle Palme ascolteremo ย brani tratti dal Vangelo di Giovanni. ย
Nella prima lettura ci viene presentato il testo dellโEsodo dedicato ai 10 comandamenti, ย segno della III alleanza, quella tra Dio e Mosรจ.Noi spesso li intendiamo come โostacoliโ, una sorta di elenchi ย di proibizioni. Eppure non รจ cosรฌ. Se solo sfogliassimo il libro dellโEsodo, noteremmo alcune particolaritร ย importanti. Dal capitolo 14 di questo libro si parla dellโesodo, dellโuscita del popolo ebreo dalla schiavitรน ย dellโEgitto; al capitolo 19 leggiamo dellโalleanza sul Sinai (oggi infatti abbiamo la III alleanza tra Dio e il suo ย popolo: nella I domenica di quaresima c’era quella con Noรจ, nella II con Abramo, oggi con Mosรจ). E quindi ย al capitolo 20 ci viene raccontata la consegna delle โ10 paroleโ. I comandamenti, dunque, giungono al ย termine dellโEsodo, a cammino concluso. Per semplificare, sembra quasi che il popolo dica a Dio: โAbbiamo ย fatto esperienza di libertร con Te, Signore. Mentre ti ringraziamo, ora aiutaci a continuare a vivere questa ย esperienza di libertร assieme Teโ. E Dio consegna le Tavole, come per dire: โSe volete continuare a essere ย liberi, vi consiglio di seguire queste Paroleโ.
Ecco cosa sono i comandamenti: una proposta per custodire ย un โcammino di libertร โ, altro che proibizione! Un dono che esprime unโappartenenza, unโalleanza. โSono ย il Signore tuo Dioโ (v. 2); prima il popolo era sotto schiavitรน, ora รจ libero per lโintervento di Dio: โTi ho fatto ย uscireโ (v2b). La libertร perรฒ non รจ solo aver lasciato la schiavitรน dellโEgitto, ma anche e soprattutto ย liberazione dal compiacimento in quella realtร che li rendeva schiavi: in fondo stavano anche bene perchรฉ ย protetti: โFossimo mortiโฆ nel paese dโEgitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carneโฆโ (Es ย 16,3). Lโesperienza dellโEsodo fu dunque nascita di libertร , comprensione di cosa significhi essere liberi, e ย come ogni nascita comportava il rischio, la responsabilitร personale. Chiarito che Dio รจ il Liberatore, segue ย il comando vero e proprio: โNon avrai altri dรจi di fronte a meโ (v. 3). Il problema che Dio mette davanti รจ il ย continuo pericolo del sincretismo, del tutto fa brodo, del far convivere Dio con altri dei (cfr Elia e sul ย Carmelo, 1Re 18,39; Is 46,6-7: gli idoli hanno bocca e non parlanoโฆ). Dio, ricorda lโEsodo, รจ un โDio gelosoโ ย (Es 20,5), che vuole lโesclusiva dellโamore. A partire da questa esclusivitร ecco i comandamenti.ย
Concentriamo lโattenzione sullโultimo, lรฌ dove si dice โNon desiderare la casa del tuo prossimo, non ย desiderare la moglie del tuo prossimoโฆโ. Lo faccio perchรฉ questo comandamento ci offre la chiave per ย comprendere tutti gli altri comandamenti, e per spiegarlo mi servo di un racconto, di un โdialogoโ tra un ย discepolo e il suo maestro. โIl discepolo domandรฒ al rabbino: โPerchรฉ il Santo Benedetto ci disse โnon ย desiderare la casa, lo schiavo, la schiavaโฆ del tuo prossimoโ: ha giร detto โnon rubareโ. Perchรฉ ci ha detto ย โnon desiderare la moglie del tuo prossimoโ: ha giร detto di non commettere adulterio. Forse che il Santo ย Benedetto ci ha dato un comandamento inutile? Il Rabbรฌ rispose: il Santo Benedetto Iddio negli altriย comandamenti ci disse quali sono le trasgressioni, ma in questo ci dice lโorigine di tutte le trasgressioni, il ย desiderio. Nel cuore nascono le trasgressioni, quando coltivi โdesideriโ contrari”. ย
Dio sa che nel cuore umano cโรจ sempre la tentazione di cedere agli idoli del momento e coltivare desideri disordinati. Si comprendono quindi le parole di Gesรน nellโultimo versetto del brano del vangelo di oggi che ci offrono la chiave per entrare nel testo:โNon si fidava di loroโฆ conosceva quello che cโรจ nellโuomoโ. v. 13: โSi avvicinava la Pasqua dei Giudeiโฆ Gesรน salรฌ a Gerusalemmeโ: รจ la prima volta che Gesรน entra nel Tempio, e si trova subito in conflitto. โEra vicina la pasqua dei giudeiโ: รจ la prima delle tre pasque segnalate da Giovanni (Gv 6,4; 11,55), e sarร proprio nella terza Pasqua che Gesรน porterร a compimento la rivelazione del Padre (Gv 13,1).
v. 14: โTrovรฒ nel tempio gente che vendeva buoiโฆ e i cambiavaluteโ: bisogna sapere che ogni ebreo maschio era obbligato a salire a Gerusalemme per offrire lโagnello in occasione della Pasqua, e tre settimane prima iniziava la โvenditaโ degli animali idonei allโofferta (le colombe erano il sacrificio dei poveri (Lv 5,7). I cambiavalute avevano il compito di ricevere le โmonete romaneโ che dovevano essere cambiate con monete coniate a Tiro: non si trattava tanto di una questione di ortodossia religiosa, anche se cosรฌ era fatta passare! In fondo anche le monete di Tiro riportavano iscritta unโimmagine pagana, ma contenevano piรน argento, quindi valevano di piรน! A sovraintendere a questo โcommercioโ, cโerano i sacerdoti del tempio! che in questo cambio avevano sempre un profitto!
Questo รจ il contesto che Gesรน trova nel Tempio, di preciso nello Hieron, ossia nel cortile esterno del Tempio, il Cortile dei Gentili. Il Tempio propriamente detto รจ il Naos, il santuario, che sarร citato al v. 19-21. Ricordo che quando si parla del Tempio di Gerusalemme si indica lโintero complesso al quale erano annessi anche gli edifici abitativi di coloro che esercitavano nel Santuario. Il Tempio era dunque composto dalโCortile dei Gentiliโ, dove potevano accedere anche i pagani, era circondato da portici e quello orientale era chiamato Portico di Salomone. Attraverso delle porte si accedeva al Tempio vero e proprio, lo Hierรฒn, allโinterno del quale non potevano entrare i pagani. Qui troviamo lโAtrio delle donne, degli Israeliti, dei Sacerdoti. Nel mezzo di questo atrio sorgeva lโAltare degli olocausti. Vicino si innalzava il Santuario (il Naos) il quale si divideva in tre zone: un atrio chiamato โvestiboloโ; il Santo, che conteneva il candelabro dโoro a sette braccia e dove entravano solo i sacerdoti per bruciare lโincenso e mantenere accese le lampade del candelabro; quindi il Santo dei Santi dove entrava solo il Sommo Sacerdote una volta allโanno nel giorno dellโEspiazione.
v. 15: โFatta una frusta di cordicelleโฆ scacciรฒ fuori dal tempioโ: con il flagello Gesรน castiga questo โcommercioโ presente nel Tempio (lo Hieron). Rovescia i banchi dei venditori e scaccia fuori tutti (cfr Es 32, vitello dโoro). Gesรน rovescia tutto: รจ finito il tempo del sangue per dare lode a Dio. Come avevano gridato invano i profeti: io non bevo il sangue degli agnelli, io non mangio la loro carne; misericordia io voglio e non sacrifici (Os 6,6). Gesรน abolirร , con il suo, ogni altro sacrificio; il sacrificio di Dio a favore dellโuomo prende il posto dei tanti sacrifici fatti dallโuomo a Dio. Unโazione che ricorda il profeta Geremia, quando ammonรฌ i sacerdoti denunciando che il Tempio era diventato un covo di ladri (Ger 7,11); e ricorda anche Malachia, il quale denuncia lโabuso del culto: โEcco, io manderรฒ un mio messaggero a preparare la via davanti a me e presto entrerร nel suo tempio il Signoreโ (Mal 3,1); ricorda anche la speranza del profeta Isaia nel vedere il Tempio come una โcasa di preghieraโ, capace di attirare tutti i popoli del mondo (Is 56,7).
v. 16: โPortate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercatoโ: parole e azioni ย che rimandano al profeta Zaccaria, il quale annunciava quello che sarebbe successo quando il Signore ย sarebbe venuto nella cittร di Gerusalemme: โIn quel giorno non vi sarร neppure un cananeo (=mercante) nella ย casa del Signoreโ (Zc 14,21). Un gesto, quello di Gesรน, che da una parte โdenunciaโ le deformazioni del ย culto, fatto di sacrifici e basato su interessi personali!: โIpocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: ย โQuesto popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore รจ lontano da meโ (Mt 15,7). E dallโaltra annuncia la ย trasformazione. Non stupisce dunque che i capi del popolo chiedano un segno (Gv 2,18) che dia a Gesรน la ย legittimitร del suo comportamento ritenuto da essi scandaloso. Infatti Gesรน chiaramente denuncia a cosa ย era stato ridotto il tempio: da luogo di preghiera a luogo di mercato! Di fronte a questo, i discepoli non ย comprendono, ma ricordano un passo: โLo zelo per la tua casa mi divorerร โ (sal 69,10). Lo zelo per il Padre ย e la sua casa, infatti, lo porterร a morire in croce, rivelandosi zelo dโamore che sacrifica se stesso. Ora Gesรน ย dichiara che il Tempio รจ Casa del Padre suo che deve purificare, perchรฉ ciรฒ che conta รจ il culto spirituale ย (1Re 19,10.14).ย
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v. 17-18: โQuale segno ci mostri per fare queste cose?โโฆ Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo farรฒ risorgereโ: i sacerdoti del tempio chiedono con quale โautoritร โ Gesรน fa questo, e Lui risponde invitandoli a distruggere il tempio (naos) perchรฉ lui lo farร risorgere. La risposta di Gesรน non si riferisce tanto al tempio, ossia a tutto lโedificio, quanto al โsantuarioโ vero e proprio, lรฌ dove cโera la presenza di Dio. v. 21 โEgli parlava del tempio del suo corpoโ: con la Pasqua di Gesรน โ con il Suo corpo distrutto e risorto – inizia il nuovo culto, il culto dellโamore, nel nuovo tempio (naos), e il nuovo tempio รจ Lui stesso. Sarร la resurrezione lโevento chiave che renderร i discepoli finalmente capaci di comprendere anche il gesto di oggi, e sarร lo Spirito Santo (Gv14,26) a far loro ricordare le cose in modo nuovo.
vv. 23-25: โโฆMolti vedendo i segniโฆ credettero nel suo nome. Gesรน perรฒโฆ sapeva quello che cโรจ in ogni uomoโ: non ciรฒ che entra nellโuomo, ricorderร Gesรน, corrompe lโuomo; ma ciรฒ che esce dal cuore dellโuomo corrompe lโuomo (Mt 15,11).
Ecco perchรฉ siamo invitati, con le parole del salmo, a lasciarci rinfrancare lโanima dalle parole di vita eterna ย del Signore; certo, non รจ facile, perchรฉ il mondo va da unโaltra parte, perchรฉ โ come ricorda san Paolo โ la ย Parola di Gesรน per il mondo รจ scandalo e stoltezza, ma per noi รจ e rimane potenza di Dio. Garanzia di ย salvezza e di libertร (seconda lettura).ย Oggi, in Gesรน risorto, quel tempio รจ il mio stesso corpo, la mia vita, che รจ โcasa di Dioโ perchรฉ lo ย Spirito stesso abita in me, in ciascuno di noi (1Cor 3,16). Quando impareremo a tenere fisso lo sguardo in ย Gesรน, Autore e perfezionatore della nostra fede, della nostra amicizia con Lui (cfr Eb 12,1-4), allora il nostro ย volto brillerร della luce che sgorga dal cuore โunificatoโ (cfr Trasfigurazione, II domenica). Se invece ย permetteremo al cuore di volgersi lontano da Dio o solo di pensare che Dio sia contro di noi e la nostra ย felicitร , anche il nostro volto ne risentirร .
โIl Signore disse a Caino: โPerchรฉ sei irritato e perchรฉ รจ abbattuto il ย tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato รจ accovacciato alla ย tua porta: verso di te รจ il tuo istinto, ma tu dรฒminaloโ (Gn 4,7-8): anche noi come Caino possiamo fare ย esperienza di una vita distratta e superficiale, accecata da โdesideri disordinatiโ (cfr Esodo, 1^ lettura), che ย conducono ad azioni sbagliate agli occhi di Dio. Eโ il disordine del cuore che ci porta a ridurre la โcasa del ย Padreโ in un โmercatoโ, puntando al tornaconto personale e alla vanagloria. Mi domando perciรฒ quanto i ย โcomandamentiโ rappresentino il solco sul quale cerco di costruire la mia vita di uomo libero, salvato, ย consapevole che โnon รจ ciรฒ che entra nellโuomo che corrompe lโuomo, ma ciรฒ vi esceโ. Finchรฉ non permetto ย e non permettiamo al Signore di purificarci interiormente, rischieremo di farci ingannare (il serpente, Gn ย 3), solo per evitare la correzione del Signore, ma dimenticando la sua Parola: โFiglio mio, non disprezzare la ย correzione del Signore e non ti perdere dโanimo quando sei ripreso da lui; perchรฉ il Signore corregge colui che ย egli ama e sferza chiunque riconosce come figlioโ (Eb 12,5). E a partire dal tempio che รจ il mio corpo, la mia ย vita, comprenderรฒ come trasformare in Tempio di Dio la famiglia, la via comunitaria, ambientaleโฆ ma ย tutto chiede di partire da Gesรน, pietra dโangolo.
APPENDICE (il cammino quaresimale)
[…]
III domenica (Gv 2,13-25): per giungere a questa vita โtrasfigurata/autenticaโ รจ necessario passareย attraverso la โpurificazioneโ del tempio della nostra vita, un eliminare gli idoli. Non si tratta di unโopera umana,ย ma รจ la morte risurrezione di Gesรน a purificare โil tempioโ, inaugurando il tempio nuovo nel suo stesso corpo risorto. In questo modo il culto non sarร piรน un attenersi alla legge, quanto a una vita di fede espressa da unaย condotta bella e coerente. La legge data a Mosรจ, viene dunque portata a compimento/pienezza da Gesรน risorto,ย Legge/Parola vivente, che porta il salmista a cantare: โLa legge del Signore รจ perfetta, rinfranca lโanimaโ e aย โpredicare Cristo, crocifisso e risortoโ (II lettura).ย ย
IV domenica (Gv 3,14-21): qualcuno potrebbe sentirsi โesclusoโ ma sbaglia. Il Signore รจ venuto per dare la vita per tutti, per salvare tutti noi: basta fare una scelta di fede, evitando di lasciarsi contaminare dalle opere di quanti vivono nelle tenebre (I lettura), e abbracciando colui che รจ la nostra Luce, Gesรน, grazie al quale siamo salvati (II lettura): questa รจ la nostra gioia! Per questo โMi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo, Signoreโ (salmo).
V domenica (Gv 12,20-33): Gesรน si presenta come quel chicco di grano che chiede di essere gettato per morire e portare frutto. ร la sua โoraโ di obbedienza totale al Padre, che lo glorificherร . In questo modo si concluderร lโalleanza nuova e definitiva e Dio non ricorderร piรน il peccato dellโuomo (I lettura). Imparando lโobbedienza, Gesรน divenne causa di salvezza per tutti, sigillando lโeterna alleanza (II lettura) non su tavole di pietra, ma direttamente nei cuori: โCrea in me o Dio, un cuore puroโ (salmo).
Domenica di Passione, โPortaleโ della settimana santa. Compreso che siamo โdeboliโ (Le ceneri), sempre in lotta tra il bene e il male (I dom), ma senza rinunciare a puntare sempre verso lโalto (II dom), forti della gioia che il Signore ci ha salvati (IV dom), e consapevoli che tutto questo lo abbiamo ricevuto gratuitamente da Gesรน (V dom), non resta che accettare di partecipare alla sua โpassioneโ (Le palme).
Si tratta, cioรจ, di accettare di mettersi โdietro a Luiโ nel momento piรน cruento, evitando di rinnegare, di tradire, di scappare. Ne vale la credibilitร della nostra testimonianza.
Triduo Pasquale: Lo โstare dietroโ, comporta entrare nella sua logica.
Giovedรฌ santo: partecipare al banchetto dove Lui si fa dono: qui impariamo a renderci capaci di farci noi stessi dono gli uni per gli altri, sapendo comprendere e vivere, come suggeriva don Tonino Bello, la โgrammatica dellโEucaristiaโ, ossia la Messa come la intendiamo; ma anche la โlogica dellโEucaristiaโ che รจ farsi servizio, espressa nella lavanda dei piedi: โVi ho dato lโesempioโฆperchรฉ lo facciate anche voiโ.
Venerdรฌ santo: โstare dietroโ, che chiede di imparare a seguire Gesรน e, sullโesempio della Vergine Maria, stare โritti in piediโ anche sotto la croce.
Sabato santo: camminare chiede anche la capacitร di fermarsi, di attendere, di ritrovarci. Il silenzio di questo giorno รจ forse il piรน difficile. Vivere nellโattesa.
La notte tra il sabato e la domenica: Pasqua! Solo chi vive nellโattesa, incontra il Risorto, come la Maddalena. E, incontrato, non si puรฒ che andare ad annunciare di averLo visto e toccato. ร la gioia della testimonianza della vita.
Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.
