Quando abbandoniamo la nostra vera natura, noi cediamo alla tentazione del fariseismo. La nostra natura รจ chiara e semplice: noi non siamo nรฉ padri, nรฉ maestri, nรฉ guide, noi siamo semplicemente fratelli. Dal primo allโultimo cristiano, noi siamo fratelli. Dal primo allโultimo uomo, noi siamo fratelli.
Il fariseo, nella chiesa, รจ da sempre colui che spacca il capello in due dicendo ciรฒ che รจ bene e ciรฒ che รจ male e ciรฒ che va fatto! Meglio: ciรฒ che gli altri debbono fare.
Ed ecco che i preti pontificano su quanto i laici debbono fare. E i laici pontificano su quanto i preti debbono fare. Ci dimentichiamo che questo รจ cosa di Dio e che noi siamo fratelli. Ma che dico: ci dimentichiamo che essere a immagine di Dio significa non giudicare ed essere perfetti nella misericordia. E la misericordia รจ questa: far piovere sui giusti e sugli ingiusti, fare splendere il sole sui buoni e sui cattivi, perchรฉ tutti siamo figli di Dio. E la misericordia non puรฒ dimenticare che il grano, per potere crescere, deve crescere con la zizzania, quella zizzania che non possiamo estirpare perchรฉ la mietitura รจ cosa dei tempi ultimi, รจ cosa di Dio e dei suoi angeli, non รจ cosa nostra.
Che cosa fa il fariseo che รจ in noi? Stabilisce cosa รจ peccato e cosa peccato non รจ, definendolo molto bene per gli altri. Grazie a questo atteggiamento da guide e da maestri, abbiamo passato secoli a definire fino a che punto si poteva fare sesso oppure no, fino a dove era bene e fino a dove invece era peccato mortale, dimenticandoci, e mai definendolo, che il vero peccato mortale รจ un bimbo che muore di fame e una vedova che non ha alcuna difesa contro le angherie dei potenti. Siamo arrivati a giustificare ogni porcheria che i cosiddetti nobili compivano e che potevano compiere perchรฉ cosiddetti nobili, negando il diritto ai poveri di potere mangiare in santa pace il loro pane continuamente rubato e di potere vivere in libertร , perchรฉ tutti erano servi della nobiltร e del clero.
Abbiamo creduto che Dio fosse come noi, dimenticandoci che noi siamo da sempre chiamati ad essere come Lui. Abbiamo affamato mezzo mondo nel suo nome e abbiamo preteso che Lui tacesse. Ci siamo dimenticati che il vero peccato รจ metterci al suo posto, ferendo la sua immagine in noi e non vivendo per guarire questa immagine ferita in noi e per potere essere piรน veri, piรน a sua immagine e somiglianza.
La Sacra Scrittura รจ un continuo invito ad affinare in noi lโattenzione verso lโoppresso e la vedova, verso il povero. A compiere non solo o non tanto atti di caritร , quanto invece atti di giustizia, giustizia secondo Dio.
Quando vogliamo diventare maestri in teologia, in bibbia, in morale, in dogmatica โ cose tutte belle e sacrosante, ciรฒ che non รจ bello e sacrosanto รจ la nostra pretesa di essere maestri dimenticandoci che uno solo รจ maestro โ noi entriamo da subito nel campo dellโipocrisia. Se infatti solo uno รจ Maestro e noi vogliamo fare i maestri anzichรฉ i fratelli, siamo giร da subito ipocriti e non ci rimane che la strada del fariseismo. Unica via di salvezza รจ la via dellโumiltร che fa di ciascuno di noi non una guida, ma un servo.
Il nostro fariseismo รจ usurpatore di ciรฒ che รจ proprio di Dio di cui dobbiamo essere discepoli che vivono in fraternitร . Quanti giudizi assassini. Quanta mancanza di perdono che lascia spazio solo alla vendetta. Quanto giudizio che squalifica lโaltro magari in nome di Dio. Tutti atteggiamenti che squalificano noi farisei, che ci rifiutiamo di essere fratelli, liberi nellโessere figli.
Ancora una volta siamo invitati alla grande coscienza del discepolo dove โchi tra voi รจ piรน grande, sarร vostro servo; chi invece si esalterร , sarร umiliato e chi si umilierร sarร esaltatoโ.
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