La Parola che trasforma la storia
Il centro della liturgia di oggi è il logos potente di Dio, che ha creato il mondo e lo sostiene, che è «dal principio» e «si è fatto carne» (cfr. Giovanni 1,1.14) in Gesù, il Figlio amato.
La III domenica del Tempo ordinario è dedicata dalla Chiesa, a seguito della Lettera apostolica di papa Francesco Aperuit illis (2019), alla Parola di Dio e alla speciale celebrazione del dono ineffabile che è la Scrittura per i credenti: in essa si rivela nella Storia il Dio vivente e si manifesta la fede del Popolo della Promessa, che ha attraversato i secoli e trova pienezza in Gesù.
Celebriamo ogni anno in questa giornata il patrimonio inestimabile dei libri biblici, con l’invito a leggerli, conoscerli, meditarli, amarli in quanto custodi di una Parola viva e santa, e insieme ringraziamo la Trinità per il dono dell’Incarnazione del Verbo, il Figlio, compimento delle Scritture.
Nel Vangelo di oggi (Marco 1), Gesù comincia la sua predicazione «in Galilea» «dopo che Giovanni fu arrestato» e rinnova quanto già era stato annunciato dal precursore: «Il kairòs è compiuto ed è vicino il Regno di Dio: convertitevi e credete al Vangelo».
Ecco il cuore del «Vangelo di Dio», proclamato da tutti i profeti: il tempo che ci è dato nella «scena di questo mondo» (II lettura, 1Corinzi 7) è un kairòs favorevole per la salvezza, è l’espressione della misericordia del Signore verso ciascuno di noi; non deve essere sprecato nella dissolutezza e nel male, ma è lo spazio salvifico dell’incontro con Dio e della conversione del cuore. […]
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