Paolo Curtaz – Commento al Vangelo di giovedì 28 Dicembre 2023

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È pieno di violenza il Natale che abbiamo addolcito e zuccherato: violenza gratuita, accecata, inaudita, feroce, scatenata dalla provocazione di un Dio mite che si consegna alla nostra indifferenza.

Violenza che spinge Erode a cercare, stanare ed uccidere il bambino che, secondo il suo pensiero distorto e falso, gli vuole rubare il trono. E, senza scrupoli, uccide tutti i neonati di Betlemme, inermi e ignare vittime del potere senza anima, senza cuore, senza scrupoli.

La Storia geme per le doglie del parto, si contorce nella lotta fra luce e tenebra, mastica vittime innocenti travolte dalle nostre inutili guerre e dall’egoismo di un mondo ripiegato su se stesso. Dio abita questa Storia, la trasfigura, la orienta verso la pienezza.

E la Chiesa, con coraggio, ci fa celebrare questi bambini come martiri inconsapevoli dell’odio del mondo, patroni dei tanti bambini uccisi nell’indifferenza dei popoli. I potenti non guardano in faccia a nessuno, ovvio. Il nostro tenore di vita ha un prezzo e siamo disposti a pagarlo.

Così come non facciamo vedere i bambini uccisi dalle nostre bombe in Siria, o quelli morti annegati nel Mediterraneo. Un po’ di emozione e indignazione davanti ad una foto ben riuscita, certo. E ancora una volta, nel suo crudo (e benefico) realismo, la liturgia ci strappa dal divano e dai preparativi per il nuovo anno e ci richiama alla lotta ancora non sopita fra luce e tenebre, fra innocenza e malvagità.

Come non pensare ai bambini morti sotto le bombe? O venduti e sfruttati? O abusati? Come non pensare ai tanti Erode che ancora sbranano e uccidono senza porsi limiti? No, Dio non ferma la mano omicida che dovremmo fermare noi, e si schiera dalla parte dei perseguitati, facendosi perseguitare.

Ecco chi è il vero Dio che, subito, ci destabilizza. Il nostro non è il Dio che ferma i carnefici, ma che si unisce alle vittime. E la Chiesa riconosce che, in Dio, anche la morte assurda dell’innocente diventa percorso di salvezza. E io, da che parte voglio stare?

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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