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Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 10 Dicembre 2023

Seconda Domenica di Avvento.

Dopo l’invito a vegliare, contenuto nel Vangelo della scorsa settimana, oggi sia il brano con cui si apre il testo di Marco sia la prima lettura ( Is 40,1-5.9-11 ) si soffermano sulla “ voce che grida nel deserto “.

Cosi’ viene definito il Battista.

La “ veglia “, a cui venivamo chiamati Domenica scorsa, porta, come suo risultato, la capacità di  “ ascoltare le voci “ che gridano nel deserto.

Il deserto è un luogo arido, solitario.

Puo’ essere l’immagine perfetta del mondo odierno, ove l’individualismo ed il soggettivismo stanno riducendo sempre piu’ la dimensione relazionale per cui siamo fatti.

L’uomo, in tal modo, vive, perennemente, in un “ deserto interiore “.

In questo “ deserto “ è incline ad ascoltare “ voci di falsi profeti “, di quei profeti che, convincendolo del fatto che “ è l’essere centrati solo su se stessi, sui propri bisogni, che porta alla realizzazione “, lo hanno condotto alla totale aridità e solitudine interiore.

Le tante voci di questi “ falsi profeti “ rendono l’uomo odierno incapace di ascoltare la voce dei                 “ veri profeti “, che annunciano una sola cosa: LA NECESSITA’ DELLA CONVERSIONE.

La voce di questi “ veri profeti “ è sommersa da quella dei tanti “ falsi profeti “ e, se pur riesce ad essere percepita, viene rifiutata perché mette dinanzi ad una triste verità: la strada che fino ad oggi si è seguita è errata.

Qual è la prova che essa è sbagliata?

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Non si è felici.

Cio’ nonostante si preferisce non cambiare pur di non ammettere il proprio errore!!!

Oggi Gesu’ viene a dirci: cari figli, è il momento di cambiare.

Questo tempo di Avvento puo’ essere propizio per cio’.

Fermiamoci un poco in questo periodo, facciamo silenzio in noi stessi e mettiamoci all’ascolto del nostro vero io.

Cosa ci dirà?

Molto probabilmente che siamo tristi, siamo infelici, nonostante sembra, all’apparenza, che abbiamo tutto.

Dinanzi a tale presa d’atto abbiamo due strade: continuare a fare come abbiamo sempre fatto e, pertanto, insistere nello zittire la voce dei “ veri profeti “, o, al contrario, iniziare ad ascoltare la                  “ voce “ di questi ultimi la quale ci condurrà ad ascoltare la VERA VOCE, quella di Dio, che, attraverso il Vangelo, vuole parlarci e vuole insegnarci quale sia il “ sentiero “ che conduce alla felicità.

Questo sentiero si compone delle parole pace, giustizia, amore, cosi’ diverse da quelle del “ sentiero dell’infelicità “, su cui ci siamo incamminati e che ci ha resi uomini tristi.

Fratello, sorella, è ora il momento opportuno: non perdere altro tempo e sfrutta questo periodo di Avvento per metterti all’ascolto della VERA VOCE, che ti condurrà sul “ sentiero della felicità “.

Buona Domenica e buona riflessione a tutti.