p. Alessandro Cortesi op – Commento al Vangelo di domenica 22 Ottobre 2023

โœ๏ธ Commento al brano del Vangelo di: โœ Mt 22,15-21

570

โ€œMostratemi la moneta del tributo! โ€ฆ rendete dunque a Cesare quello che รจ di Cesare e a Dio quello che รจ di Dioโ€

Tutta la Bibbia รจ segnata dal principio dellโ€™alteritร : Dio รจ altro rispetto allโ€™uomo e rispetto al mondo. Ma proprio questa alteritร  sta alla base di una storia di incontro: รจ una relazione sempre aperta, e โ€˜sfidataโ€™: โ€˜veramente tu sei un Dio misteriosoโ€ฆโ€™. Questa alteritร  non solo afferma che esseri umani o elementi della natura non possono Dio, ma implica che Dio รจ lโ€™altro in relazione: รจ il Dio che fa alleanza. Egli per primo pre rapporti e la sua comunicazione รจ dono per costruire una storia di liberazione. Per questo la relazione con lโ€™altro รจ luogo in cui incontrare lโ€™inaccessibile volto di Dio.

Lโ€™espressione di Gesรน โ€˜Rendete a Cesare quel che รจ di Cesare e a Dio quel che รจ di Dioโ€™ va situata nel dibattito sul dovere o meno di pagare le tasse al tempo di Gesรน. Ma con una prima variazione. Gesรน utilizza il verbo rendere, restituire. Pone la questione su di un altro livello e conduce a leggere la vita stessa nei termini dellโ€™accoglienza di un dono e di un movimento di restituzione.

Per gli ebrei del I secolo in situazione di sottomissione allโ€™occupante romano la questione delle tasse era assai sentita. Nelle monete era scolpita lโ€™effigie dellโ€™imperatore con il titolo divino e ai romani andava data una tassa particolare. Le parole di Gesรน dicono innazitutto con chiarezza la distinzione tra una sfera di Cesare, il mondo della politica fatto scendere dal piedistallo del divino, e quanto compete a Dio. A Cesare vanno pagate le tasse perchรฉ la sfera economica รจ di competenza dello Stato. Eโ€™ affermazione che pone una separazione tra la sfera religiosa e quella dello stato, tra la fede e la politica.

Dโ€™altra parte pone anche unโ€™altra esigenza di rendere a Dio ciรฒ che compete a Dio. Eโ€™ tutta la vita umana โ€“ nella molteplicitร  dei suoi aspetti โ€“ nel suo essere โ€˜ad immagineโ€™ che va restituita a Dio stesso scoprendola nellโ€™orizzonte del dono, da ricevere e da restituire. Se nelle monete cโ€™รจ lโ€™effigie di Cesare รจ nel volto delle persone, uomini e donne viventi, che traluce lโ€™immagine di Dio. A Dio va ricondotto il riferimento dellโ€™esistenza. La competenza di Cesare, che non รจ โ€˜divoโ€™, avrร  solo alcune dimensioni e non potrร  mai essere un riferimento assoluto.

Immagine รจ parola che sta al centro di questo confronto ed รจ rinvio a Gen 1,26: โ€˜Facciamo lโ€™uomo a nostra immagine somiglianteโ€ฆโ€™. La creazione stessa dellโ€™uomo รจ evento di relazione, di dono e restituzione. โ€˜Dio creรฒ lโ€™umano a sua immagine, a immagine di Dio lo creรฒ, maschio e femmina li creรฒโ€™ (Gen 1,27). Uomo e donna nella loro diversitร , ma anche nellโ€™unitร  che costituisce lโ€™umano, sono ad immagine del Dio che si apre al dono di sรฉ, che comunica la sua vita nel lasciar spazio allโ€™altro da sรฉ nellโ€™opera creativa.

I discepoli di Gesรน sono chiamati innanzitutto a non confondere lโ€™immagine di Dio con lโ€™immagine di Cesare, a non identificare il divino in una forza politica o in un governo umano. Eโ€™ Dio lโ€™unico signore che sta oltre ogni realizzazione umana. Sono poi chiamati a riconoscere lโ€™immagine di Dio presente in ogni persona. Nel volto dei piccoli รจ da riconoscere lโ€™immagine a cui restituire dignitร , possibilitร  di vita, pace. La storia ha visto e vede vari tipi di asservimenti della religione ai Cesari o a dominatori che si sono impoti per la loro potenza economica. Per contro negli stati teocratici Dio รจ stato confuso con un modello di potere mondano.

Nella storia perรฒ non sono tuttavia mancati momenti in cui i credenti hanno vissuto il rifiuto di ogni imperatore e anche oggi resistere allโ€™impero che pretende di tutto assogettare al potere del denaro, della violenza e del dominio economico รจ una sfida aperta per riconoscere e restituire a Dio ciรฒ che รจ di Dio, la vita dei suoi poveri.

Fonte: il sito di don Alessandro Cortesi


p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.