Il significato profondo di questo insegnamento รจ racchiuso nell’ultimo versetto del Vangelo di oggi: โCosรฌ gli ultimi saranno primi e i primi, ultimiโ.
Abbiamo invece la mania di stabilire sempre le graduatorie: lo facevano gli apostoli e lo facciamo anche noi. Ci confrontiamo con gli altri per stabilire chi รจ migliore e chi peggiore, per decidere chi รจ piรน forte, chi รจ piรน intelligente, chi riesce a battere un recordโฆ Siamo sempre interessati a verificare la nostra posizione nella classifica delle opinioni altrui, per capire che cosa pensano gli altri di noi. Ci piace gareggiare.
E non si tratta solo di essere i primi materialmente: molto piรน sottile รจ il desiderio di considerarsi โprimiโ come capacitร , come meriti. Chissร , magari anche noi ci sentiamo piรน bravi degli altri, perchรฉ veniamo a Messa, perchรฉ ci comportiamo bene, perchรฉ andiamo in oratorioโฆ un modo come un altro per metterci al primo posto nella classifica delle โbrave personeโ.
La logica d’amore di Dio non tiene invece conto delle prestazioni eccellenti o della perfezione. L’amore รจ sempre senza misura: non stabilisce contratti da rispettare, ma dona, senza limiti. Come ha fatto il padrone della parabola verso quegli operai arrivati per ultimi. (Daniela De Simeis)
Per riflettere
Rispondo alla chiamata del Signore a lavorare nella sua vigna o non sono mai disponibile a nessun’ora del giorno?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi



