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d. Giampaolo Centofanti – Commento al Vangelo del 15 Maggio 2023

Data:

✝️ Commento al brano del Vangelo di: ✝ Gv 15,26–16,4a

Testimone dal principio, come indica Pietro negli Atti degli apostoli a proposito di colui che dovrà sostituire Giuda Iscariota: dovrà essere qualcuno che è stato con Gesù e gli altri apostoli dagli esordi del battesimo del Signore fino alla sua assunzione in cielo.

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Però in questo brano evangelico Gesù non fa riferimento solo al fatto materiale sopra indicato. Egli evidenzia l’importanza di non fermarsi alle mediazioni umane che parlano di lui. E questo è un punto sul quale la Chiesa non finirà di crescere.

Pensiamo a quante guide possono aver letto il vangelo avendo come filosofia di riferimento quella di Agostino o di Tommaso d’Aquino. È un cammino prendere il buono da tutti ma tornare sempre più profondamente a Gesù come Dio ma anche come uomo.

Lui è vissuto duemila anni orsono ma anche, specie negli aspetti fondamentali, ci è sempre avanti. Un vero miracolo che ogni volta che si comprende meglio il divino e l’umano scopriamo che Gesù lo aveva già vissuto e insegnato allora. Lo Spirito vi condurrà alla verità tutta intera ricordandovi quello che vi ho detto.

Quindi in ogni cosa tornare a Gesù per meditare senza dare nulla per scontato come lui ha vissuto, si è rapportato con le specifiche persone… La Chiesa stessa non finisce di scoprire discernimenti nuovi su questa via.

Per esempio nei primi secoli cristiani si è passati dalla possibilità di confessarsi solo una volta nella vita a quella di poterlo fare settanta volte sette proprio tornando a tanti episodi del vangelo.

Oppure per porre un esempio dei nostri giorni la Chiesa sta comprendendo meglio che Gesù ha vissuto e insegnato alle folle verità radicali. Ma poi le singole persone le ha accompagnate in un cammino graduale, specifico, ben al di là degli schemi.

Fonte: il blog di don Giampaolo Centofanti