Dagli Atti degli Apostoliย (At 8,5-8.14-17)
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
In quei giorni, Filippo, sceso in una cittร della Samarรฌa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella cittร .
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarรฌa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perchรฉ ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesรน. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Luca nei primi capitoli degli Atti accenna ad una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme in seguito alla quale tutti, ad eccezione degli apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samaria (8, 1); Tuttavia, aggiunge che ยซquelli che erano stati dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parolaยป (8, 4). Filippo รจ una delle vittime della persecuzione costretto a fuggire, ma รจ anche un cristiano che nella prova diventa evangelizzatore. Il nome di Filippo appare nellโelenco dei sette uomini ยซdi buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienzaยป (At 6, 3) a cui รจ affidato lโincarico delle mense. Su di essi gli apostoli avevano pregato imponendo loro le mani (At 6,6). La Parola di Dio si diffondeva attraverso il linguaggio della caritร fraterna.
Nella difficoltร legata a dover lasciare la propria comunitร e il servizio svolto fino a quel momento, Filippo comprende che quella situazione dolorosa รจ unโoccasione da cogliere per condividere con persone nuove la fede in Gesรน che cambia la vita. Lo Spirito Santo gli ispira parole e gesti attraverso i quali i Samaritani, presso cui si trova, conoscono Gesรน. Filippo evangelizza e testimonia il Cristo annunciando la Parola e operando guarigioni. Lโevangelizzazione non รจ frutto di una strategia messa a punto a tavolino dagli apostoli, ma รจ opera dello Spirito che riserva sempre delle sorprese. Il discepolo di Cristo non รจ padrone dello Spirito, come se fosse un potere di cui servirsi, ma lui stesso si mette a disposizione di Dio come docile strumento dello Spirito. Il cristiano รจ come uno strumento musicale a fiato che suona grazie allo Spirito che lo attraversa.
Il vangelo trova unโaccoglienza gioiosa perchรฉ lโinsegnamento di Filippo รจ accompagnato dai segni e prodigi con i quali Dio manifesta la sua potenza nel liberare lโuomo dal male. NellโAntico Testamento lโincontro con il Signore, sempre legato a manifestazioni della natura, suscita timore mentre quello con Gesรน, che avviene attraverso i suoi discepoli, suscita gioia. I Samaritani, facendosi battezzare con lโacqua rendono manifesta una prima adesione a Gesรน.
Essa deve essere confermata dal battesimo di Spirito Santo perchรฉ la luce della fede non sia un fuocherello di paglia. Il pericolo รจ quello di ridurre la fede a elemento di appartenenza sociale, a interesse culturale o ricerca di emozioni suscitate da qualche esperienza miracolistica. Allโascolto della Parola predicata e ad una prima adesione di fede segue lโesperienza della preghiera grazie alla quale avviene il dono dello Spirito Santo. Come nel giorno di Pentecoste al cenacolo, lo Spirito Santo scende sulla comunitร riunita in preghiera. In essa รจ presente Gesรน che prega con la Chiesa e per la Chiesa, perchรฉ venga lo Spirito Santo. Nella Chiesa in preghiera si rende presente e visibile Gesรน. Senza la preghiera la luce della fede si spegne e con essa anche la caritร .
Dalla prima lettera di san Pietro apostoloย (1Pt 3,15-18)
Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che รจ in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perchรฉ, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti รจ la volontร di Dio, รจ meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perchรฉ anche Cristo รจ morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
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San Pietro si rivolge ai cristiani per confortarli mentre soffrono per il fatto di fare il bene e a motivo dellโosservanza del comandamento di Gesรน.ย Essi si domandano se stanno compiendo la volontร di Dio o sono in balia di forze ostili. Proprio la concomitanza con la persecuzione, di cui i cristiani sono oggetto, mette in luce che lo Spirito Santo รจ lโartefice della missione evangelizzatrice della Chiesa.
โ Dal Vangelo secondo Giovanniย (Gv 14,15-21)
Pregherรฒ il Padre e vi darร un altro Parร clito.
In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli: ยซ15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherรฒ il Padre ed egli vi darร un altro Parร clito perchรฉ rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della veritร , che il mondo non puรฒ ricevere perchรฉ non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perchรฉ egli rimane presso di voi e sarร in voi.
18Non vi lascerรฒ orfani: verrรฒ da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrร piรน; voi invece mi vedrete, perchรฉ io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi รจ colui che mi ama. Chi ama me sarร amato dal Padre mio e anchโio lo amerรฒ e mi manifesterรฒ a luiยป.
Il contesto รจ il discorso dโaddio di Gesรน durante lโultima cena. Dopo lโesortazione a credere al fatto che lui e il Padre sono uniti da una relazione intima di amore e che, attraverso il Figlio, il Padre compie la sua opera, Gesรน rivela ai suoi discepoli che anche chi crede in lui sarร in grado di essere โvoltoโ del Padre. Ad immagine del Figlio, anche in essi il Padre compie la sua opera. I discepoli, dunque, sono coinvolti nella storia della salvezza il cui fine รจ la comunione universale. Marta, la sorella di Maria e Lazzaro, afferma di credere nellโefficacia della preghiera che Gesรน rivolge al Padre: ยซSo che qualunque cosa chiederai a Dio, Dio te la concederร ยป (Gv 11,22). Gesรน replica annunciando la risurrezione del fratello. Cosรฌ egli, da una parte, indica il contenuto della preghiera al Padre e, dallโaltra, la certezza di essere ascoltato: ยซTuo fratello risorgerร โฆ Chi crede in me, anche se muore, vivrร ; chi vive e crede in me, non morirร in eternoยป (Gv 11,23.25-26); poi rivolgendosi al Padre lo prega: ยซPadre, ti rendo grazie perchรฉ mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascoltoยป (Gv 11, 41-42). Colui che crede in Gesรน, il Figlio di Dio, anche se cade nel peccato (muore) viene rialzato, non per cadere di nuovo, ma per risorgere, ovvero per camminare in una vita nuova, quella che conduce alla comunione. Sicchรฉ chi crede in Gesรน Cristo si unisce alla sua preghiera dโintercessione per chiedere al Padre di dare la vita a coloro che sono morti (hanno peccato), ovvero di elargire il perdono. La risurrezione รจ il ristabilimento della comunione, vivere una vita riconciliata con Dio e con i fratelli. Il credente non chiede qualche cosa per sรฉ, ma domanda il dono della riconciliazione e della pace perchรฉ la preghiera che nasce da un cuore desideroso della comunione si realizza infallibilmente. Gesรน certifica lโefficacia della preghiera fatta non solo con le sue parole, ma anche con i suoi sentimenti. A Filippo che gli chiedeva di ยซmostrareยป il Padre, Gesรน insegna a pregarlo insieme a lui e mediante lui. Dunque, la preghiera di Gesรน รจ dโintercessione per il perdono dei peccati degli uomini e per il dono della pace. Gesรน si rivela come mediatore di salvezza perchรฉ ponte di riconciliazione. Questo รจ il modo con cui ci ama. ร lโamore, fino al dono totale di sรฉ, a edificare la comunione. Colui che percorre la via del comandamento dellโamore diventa egli stesso intercessore per i suoi fratelli, canale di comunicazione attraverso il quale giunge la grazia di Dio, costruttore di comunitร .
La pericope, che inizia nel contesto immediato della risposta alla richiesta di Filippo (14,8s.), termina al v. 21 perchรฉ al v. 22 si registra la domanda dellโapostolo Giuda (fratello di Giacomo in Lc 6,16 e At 1,13, chiamato Taddeo in Mt 10,3 Mc 3,18) riguardo alla manifestazione di Gesรน. Il brano di Gv 14, 15-21 risulta avere questa struttura:
A โ v. 15 – Nesso tra lโamore a Gesรน e lโosservanza dei suoi comandamenti.
B โ vv. 16-17 โ Il dono dellโaltro Paraclito, lo Spirito della Veritร .
B1 โ vv. 18-20 โ La โparousiaโ (venuta e rivelazione) di Gesรน.
A1 โ v. 21 – Nesso tra lโosservanza dei suoi comandamenti e lโamore a Gesรน. Connessioni di amore tra il Padre, Gesรน e il credente. Si introduce il tema della manifestazione di Gesรน al credente.
v. 15 โ ยซSe mi amate, osserverete i miei comandamentiยป puรฒ avere almeno due significati. Il primo: Gesรน considera lโamore a lui come condizione per poter amare i fratelli. Chi crede in Gesรน lo ama, se lo ama puรฒ amare anche i fratelli, come (perchรฉ) Gesรน ama lui. Il secondo: lโosservanza del comandamento dellโamore fraterno รจ lโunico modo per amare Dio (cf 1Gv 4, 19-21 ยซNoi amiamo perchรฉ egli ci ha amati per primo. Se uno dice: ยซIo amo Dioยป e odia suo fratello, รจ un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non puรฒ amare Dio che non vede. E questo รจ il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratelloยป).
v. 16a – ยซe io pregherรฒ il Padreยป.
La rete di amore, che unisce i discepoli di Gesรน con lui e i suoi fratelli tra loro, crea la comunitร dalla quale si eleva la preghiera del Figlio (e dei figli) al Padre. Gesรน invoca aiuto dal Padre.
v. 16b – ยซโฆed egli vi darร un altro Parร clito, perchรฉ rimanga con voi per sempreยป.
La preghiera di Gesรน, che raccoglie e unifica le invocazioni di tutti i suoi fratelli, รจ accolta dal Padre. Egli risponde con il dono di ยซun altro Parร clitoยป. In 1Gv 2, 1-2 in accordo con le tradizioni giudaiche il Cristo Parร clito (avvocato) ci difende nel tribunale del Padre dalle accuse di Satana, lโaccusatore. A Nicodemo Gesรน rivela che Dio ama il mondo e dona suo Figlio per salvarlo (cf. Gv 3,16).
Anticamente non cโera lโistituzione degli avvocati; ogni imputato doveva difendersi da solo, cercando di portare testimoni che lo scagionassero dalle accuse. Accadeva a volte che qualcuno, pur non essendo colpevole, non riuscisse a provare la propria innocenza oppure che, pur avendo commesso il crimine, meritasse il perdono. Per costui rimaneva unโultima speranza: che in mezzo allโassemblea ci fosse un uomo onorato da tutti per la sua integritร morale e che questa persona irreprensibile, senza pronunciare alcuna parola, si alzasse e andasse a porsi al suo al fianco. Questo gesto equivaleva ad unโassoluzione. Nessuno piรน avrebbe osato chiedere la condanna. Questo โdifensoreโ era chiamato โparaclitoโ, cioรจ, โcolui che รจ chiamato a fianco di chi si trova in difficoltร โ.
Gesรน testimonia presso i suoi discepoli che il Padre รจ in lui aiuto, sostegno, difensore. Le opere che egli compie testimoniano che il Padre รจ al suo fianco e si incarica di contrastare le accuse che gli vengono mosse. I segni che Gesรน compie rivelano che il Padre รจ per lui il โParร clitoโ, il suo difensore e testimone.
Lโamore di Dio รจ offerto a tutti: ยซGesรน doveva morireโฆ per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersiยป (Gv 11, 51-52). Se รจ vero che Gesรน viene come luce per illuminare tutti gli uomini e anche vero che non tutti lโaccolgono: ยซSe qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perchรฉ non sono venuto per condannare il mondo ma per salvare il mondoยป (Gv 12,47). Il vangelo di Gesรน trova nella rivelazione dellโamore di Dio il suo centro vitale. Lโยซaltro Parร clitoยป รจ dono del Padre, come lo รจ Gesรน (primo Parร clito), e come lui viene per salvare non per condannare. Non รจ un dono a tempo, ma รจ per sempre. Cosรฌ รจ lโamore di Dio: da sempre e per sempre. ร, dunque un amore gratuito, non condizionato. Gesรน narra un Dio che รจ Padre amante, racconta di sรฉ di essere il Figlio suo lโamato e, finalmente, rivela il terzo soggetto che รจ lโAmore stesso, lo Spirito della veritร . La veritร per sua natura non cambia, similmente lโamore di Dio รจ vero perchรฉ rimane per sempre. Dio ha giurato di amare lโuomo per sempre per cui eterna รจ la sua misericordia.
Il Parร clito รจ inviato per abitare nel cuore dei discepoli nello stesso modo in cui dimora in Gesรน affinchรฉ egli sia lโยซunto di Dioยป, il Messia o Cristo, venuto a battezzare in Spirito Santo. Giovanni Battista รจ il primo testimone di Gesรน, il Figlio di Dio, perchรฉ ha ยซcontemplato lo Spirito discendere come colomba dal cielo e rimanere su di luiยป (Gv 1,32) perciรฒ attesta: ยซIo ho visto e ho testimoniato che questi รจ il Figlio di Dioยป (Gv 1, 34). Lโultimo testimone รจ il discepolo amato che รจ presente sotto la croce e accoglie il testamento di Gesรน: ยซChi ha visto ne dร testimonianza e la sua testimonianza รจ vera; egli sa che dice il vero perchรฉ anche voi crediateโฆ che Gesรน รจ il Cristo (lโUnto), il Figlio di Dio, e perchรฉ, credendo, abbiate la vita nel suo nome (siate salvati)ยป (Gv 19,35.20,31b). Il primo testimone vede scendere lo Spirito e rimanere su Gesรน mentre il secondo testimone assiste al dono dello Spirito fatto da Gesรน sulla croce: ยซChinato il capo consegnรฒ lo spiritoยป (Gv 19,30b). Il Battista e il discepolo amato non sono gli unici due testimoni ma anche gli apostoli che erano riuniti nel cenacolo ai quali Gesรน si manifesta risorto per donare loro lo Spirito: ยซ(Gesรน) soffiรฒ e disse loro: ยซricevete lo Spirito Santoยป (Gv 20,22).
v.17 – ยซlo Spirito della veritร , che il mondo non puรฒ ricevere perchรฉ non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perchรฉ egli rimane presso di voi e sarร in voiยป.
Lo Spirito della veritร รจ il dono del Padre al Figlio ed รจ il dono del crocifisso risorto agli apostoli riuniti nel cenacolo. Sulla croce Gesรน รจ ยซlโAgnello di Dioยป che toglie i peccati del mondo. Il discepolo amato, che aveva ascoltato queste parole rivolte dal Battista a Gesรน (Gv 1, 35-37), vedendo che al crocifisso non gli furono spezzate le gambe, riconosce che in lui si compiono le Scritture riguardanti lโยซAgnello pasqualeยป e che era vera anche la testimonianza del Battista (Gv 19,35). Veritร significa conformitร al progetto di Dio e compimento della sua volontร . Gesรน รจ la veritร perchรฉ si mette al servizio della volontร del Padre che compie la sua opera di salvezza per gli uomini. Dunque, lo Spirito della veritร รจ lo Spirito Santo donato dal Padre al Figlio al fine di poter amare i suoi fino alla fine e portare a compimento il progetto di salvezza; al tempo stesso lo Spirito รจ donato dal Figlio di Dio a coloro che sono riuniti affinchรฉ, mettendo in pratica il comandamento dellโamore, possano anchโessi compiere lโopera di Dio e partecipare alla missione salvifica di Cristo.
Il ยซmondoยป, incapace di ricevere lo Spirito della veritร perchรฉ non lo vede e non lo conosce, รจ quello schiavo dello spirito mondano di cui parla Gesรน in Gv 12,48: ยซChi mi rifiuta e non accoglie le mie parole ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerร nellโultimo giornoยป. Qual รจ questa parola? Si tratta della parola detta dal profeta Isaia citata dallโevangelista a proposito di coloro che non credevano in Gesรน anche davanti ai segni dai lui compiuti (Gv 12,37). La incredulitร รจ letta come compimento delle parole del profeta Isaia: ยซSignore, chi ha creduto alla nostra parola? E la forza del Signore a chi รจ stata rivelata?ยป (Is 53,1). Gesรน, quale Servo del Signore, espone nella preghiera il suo lamento e trova nella Scrittura, parola di Dio, anche la risposta: ยซHa reso ciechi i loro occhi e duro il loro cuore, perchรฉ non vedano con gli occhi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guariscaยป (Is 6,9s.). Lโevangelista aggiunge che, anche tra i capi, molti credettero in Gesรน ma non lo dichiaravano perchรฉ avevano paura di essere cacciati dalla comunitร a causa dei farisei (i genitori del cieco nato guarito temevano di essere espulsi dalla comunitร . Cosa che accadde per il loro figlio per il fatto di aver testimoniato in favore di Gesรน (cf. Gv 9, 22-23.34)). La reticenza a manifestare la propria fede รจ originata dal fatto che essi ยซamavano la gloria degli uomini piรน che la gloria di Dioยป (Gv 12,43). Chi ama la gloria degli uomini รจ accecato da essa e lo spirito mondano indurisce il cuore impedendo di vedere e di conoscere il volto di Dio che in Gesรน splende come luce e vita.
I discepoli di Gesรน, invece, sono coloro che, custodendo la sua parola e mettendo in pratica il comandamento dellโamore fraterno, accolgono lo Spirito della veritร , grazie al quale essi diventano sua dimora e testimoni dellโamore. Modelli del discepolo credente sono il Battista e il Discepolo amato. Il primo vede nel segno della colomba che si posa su Gesรน la realizzazione della parola di Dio che indicava in questa immagine lโevento della consacrazione del Cristo e Figlio di Dio per la missione di battezzare nello Spirito Santo (Gv 1, 32-34). Il secondo vede e crede che il Crocifisso รจ colui che porta a compimento il progetto di Dio in quanto Agnello pasquale, che espia i peccati degli uomini, e re Messia che riunisce tutti i figli di Dio dispersi (Gv 19,35). Il discepolo credente e testimone dellโamore, ricevendo il dono dello Spirito della veritร , viene consacrato come Cristo per la missione.
La missione consiste nel testimoniare lโamore eterno di Dio, ยซnon a parole, ma con i fatti e nella veritร ยป (1 Gv 3,18-24)
v.18 – ยซNon vi lascerรฒ orfani: verrรฒ da voiยป.
Dopo aver assicurato la venuta dello Spirito della veritร grazie alla sua preghiera, promette la sua venuta. Il ritorno, dopo essere andato al Padre, non permetterร che i suoi discepoli si sentano orfani. Alla luce degli eventi pasquali i discepoli comprendono che queste parole di Gesรน si riferiscono alla sua morte e risurrezione. La promessa del dono dello Spirito della veritร e quella del suo ritorno si sovrappongono per dire che cโรจ coincidenza tra il Crocifisso che dalla croce consegna lo spirito e il Risorto che dona lo Spirito santo nel cenacolo. La morte in croce di Gesรน non ha nascosto il volto del Padre ma lo ha rivelato in tutta la sua gloria. Questa veritร senza la luce dello Spirito dato dal Risorto rimane oscura e nascosta. Il Risorto รจ colui che viene. Infatti, lโevangelista racconta: ยซLa sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesรน, stette in mezzo e dissero loro: โPace a voiโยป (Gv 20,19). La stessa cosa accade anche otto giorni dopo (cf. Gv 20,26). Gesรน, apparendo agli apostoli nel cenacolo, si pone davanti a loro mostrando le ferite della passione, che sono il segno del suo amore. Tommaso e gli altri apostoli hanno creduto perchรฉ hanno visto. La loro fede รจ beata perchรฉ sono stati destinatari di un privilegio, ma, dice Gesรน, ancora piรน beati sono coloro che non lโhanno visto con i loro occhi ma lo credono presente nel loro cuore come forza e sostegno della loro vita.
v.19 – ยซAncora un poco e il mondo non mi vedrร piรน; voi invece mi vedrete, perchรฉ io vivo e voi vivreteยป.
Si ripete lo schema del confronto tra il mondo e i discepoli. Coloro che sono pieni dello spirito del mondo si fermano a conoscere lโaspetto miracolistico dei segni e il fatto storico della morte di Gesรน senza approdare alla fede che egli รจ il Figlio di Dio e cosรฌ entrare nella relazione vitale che lo unisce al Padre. La morte segna la sparizione definitiva dagli occhi chi non crede e la sottrazione definitiva ad ogni tentativo di essere manipolato. I discepoli, al pari di tutti, sono destinatari dellโamore di Dio e del dono dello Spirito. Essi, proprio perchรฉ nonostante tutto rimangono uniti, vedranno di nuovo Gesรน (Gv 20). Non un fantasma, ma Gesรน vivo. Gesรน รจ vivo perchรฉ il Padre per mezzo dello Spirito Santo lo ha fatto passare dalla morte alla vita. Gesรน risorto dona lo stesso Spirito che lo ha reso vivo e che vivifica anche i discepoli. Essi pure passano dalla morte alla vita. I discepoli che credono in Gesรน, anche se muoiono, vivranno, e chi vive e crede in Gesรน non muore in eterno (Gv 11, 25-26).
Il mondo rappresenta coloro che affermano di conoscere la veritร e perseguitano Gesรน insieme a quelli che credono in lui. Essi, rimanendo ciechi, muoiono nel loro peccato. Chi invece, come il cieco nato, comprende che il dono della vista gli รจ stato concesso mediante Gesรน Cristo vede in lui lโopera del Padre e riconosce che da Gesรน ha ricevuto la vita e lo testimonia con coraggio. Vedere รจ sinonimo di credere in Gesรน. Lโatto del credere si traduce nel ยซmangiare il pane della vitaยป, ovvero partecipare alla passione di Gesรน per fare della propria vita unโofferta al Padre. ยซCome il Padre che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cosรฌ anche colui che mangia me vivrร per meยป (Gv 6, 57). La vita del Risorto รจ vivere per il Padre, unica ragione di vita. Di conseguenza, chi si unisce a Gesรน, anchโegli non vive piรน per sรฉ stesso, ricercando la gloria e la testimonianza degli uomini, ma per fare la volontร di Dio.
Anche i discepoli si troveranno nella stessa situazione di Gesรน, accusati e denigrati. Chiamati in giudizio essi non devono cercare il favore degli uomini per essere salvati, ma invocare lโaiuto di Dio perchรฉ lo Spirito, che ha permesso a Gesรน di amare, passando dalla morte alla vita, consenta anche a loro di rendere ragione della speranza che รจ in essi, con le opere della caritร . Le opere dellโamore rivelano a chi le compie una forza superiore alle proprie capacitร umane. Lโamore donato non viene da sรฉ stessi, ma da Colui che ne รจ la sorgente.
v. 20 – ยซIn quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voiยป.
Il giorno del Signore รจ quello descritto in Gv 20 nel quale Gesรน si fa vedere da Maria Maddalena nel giardino presso il sepolcro aperto e poi nel cenacolo. ร il giorno in cui si respira unโaria di intima familiaritร . Maria Maddalena riconosce Gesรน dal fatto che la chiama per nome, i discepoli gioiscono nel vedere il Signore e Tommaso, toccando il corpo del Risorto crede che egli รจ il suo Dio. La conoscenza di cui parla Gesรน non รจ una semplice forma di apprendimento della mente, un principio teorico o una veritร astratta, ma รจ esperienza di appartenenza alla Casa del Padre in cui circola lโamore paterno, filiale e fraterno. ยซEssere inยป vuol dire fare casa, vivere lโuno per lโaltro. Questa รจ la vita eterna: vivere per lโaltro e non per sรฉ stessi. Non vi รจ gioia piรน grande che sapersi amati dallโaltro e sapere che lโaltro si senta veramente amato.
Gesรน dice di essere nel Padre e nei discepoli. Grazie allo Spirito egli fa della sua vita un dono al Padre e agli uomini. Grazie al medesimo Spirito i discepoli sono in Gesรน perchรฉ vivono per lui e, mediante di lui, per il Padre.
Si sottolinea il fatto che la relazione che unisce Gesรน ai suoi trae origine dal rapporto tra il Padre e il Figlio che si amano e si donano reciprocamente.
v. 21 – ยซChi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi รจ colui che mi ama. Chi ama me sarร amato dal Padre mio e anchโio lo amerรฒ e mi manifesterรฒ a luiยป.
Il concetto espresso nel versetto precedente con il verbo ยซessere inยป, che richiama il ยซcredere inยป e il ยซvivere perยป, viene ribadito con il verbo ยซamareยป. Rispetto al v.20 cambia la prospettiva che passa dallโalto al basso. I discepoli di Gesรน gli manifestano il loro amore mettendo in pratica il comandamento dellโamore fraterno. In tal modo, essi si aprono ad accogliere lโamore del Padre e del Figlio, che รจ lo Spirito della Veritร . Grazie ad esso i discepoli si amano reciprocamente, vivendo gli uni per gli altri e in tal modo si rende visibile nella comunitร la presenza di Gesรน, origine e compimento della fede. Questo versetto trova compimento nella descrizione che lโevangelista fa della terza manifestazione di Gesรน sulle sponde del lago di Tiberiade (Gv 21). Nellโultimo capitolo del vangelo, lโapostolo Pietro, che aveva opposto resistenza al gesto della lavanda dei piedi, diventa protagonista insieme al discepolo amato. ร Pietro che prende lโiniziativa di andare a pescare e di gettare nuovamente le reti su indicazioni di uno sconosciuto che chiedeva qualcosa da mangiare. Dopo la pesca miracolosa non รจ Pietro il primo a riconoscere la presenza del Signore, ma il discepolo amato. Su quella parola Pietro si getta in mare per andare incontro a Gesรน che ha preparato una mensa e attende di mangiare insieme ai suoi discepoli. Il verbo amare ricorre nuovamente nelle prime due domande che Gesรน rivolge a Pietro: ยซMi ami?ยป (Gv 21,15.16). Pietro sa di essere amato ma non nella misura in cui egli riesce ad amarlo (ยซsai che ti voglio beneยป (Gv 21,15.16.17). Gesรน gli affida la missione di pascere il suo gregge, di prendersi cura dei suoi fratelli, di amarli. Pietro conosce veramente Gesรน quando riconosce che nellโofferta della sua vita sulla croce egli dona il suo amore senza misura. Sul lago di Tiberiade non oppone resistenza, come aveva fatto prima della passione, ma sโimmerge nellโacqua per andare incontro a Gesรน. Lโimmersione nellโacqua vuole significare lโaccettazione da parte di Pietro del battesimo in Spirito Santo operato da Gesรน, il Figlio di Dio, come aveva profetizzato il Battista. Dal sapere allโaccettare di essere amato il passo non facile perchรฉ bisogna morire a sรฉ stessi, come fa Pietro gettandosi in acqua. Dal battesimo, partecipazione alla morte e risurrezione di Gesรน, inizia un cammino di servizio (ยซpasci le mie pecoreยป) che va di pari passo alla sequela del bel Pastore che gli dice: ยซSeguimiยป. Questo cammino รจ sostenuto ed accompagnato dal nutrimento dellโEucaristia.
Meditatio
Il nostro aiuto รจ nel nome del Signore
Il libro degli Atti degli Apostoli narra come la Chiesa abbia assolto al comando di Gesรน di essergli testimone dovunque e sempre. Questa missione, allora come oggi, si compie grazie allโopera dello Spirito Santo. Lui รจ ยซlโaltro Paraclitoยป di cui parla Gesรน. ยซLo Spirito della Veritร ยป รจ il vero protagonista dellโazione pastorale nella quale sono coinvolti i discepoli di Gesรน che percorrono le vie del mondo sulle quali incontrano gli uomini per far conoscere loro il Signore. Noi dovremmo conoscerlo nella misura in cui apriamo il cuore ad ascoltare la sua voce. Ma potremmo essere anche tra quelli che, pur avendolo ricevuto, lo mettono a tacere per seguire gli impulsi dello spirito del mondo. Lo Spirito di Dio ci fa sperimentare la gioia di essere amati e perdonati. Ci infonde speranza, ci ispira una sana creativitร che ci aiuta ad adattarci alle situazioni dolorose della vita e a reagire positivamente e in maniera propositiva alle provocazioni degli avversari che ci mettono alla prova. La testimonianza dei primi cristiani attesta che il vangelo riesce a farsi strada anche attraverso le vie tortuose della storia e che il contagio della fede, mediante la testimonianza data a Gesรน dai suoi discepoli, avviene soprattutto in contesti difficili e spesso sfavorevoli.
Gesรน nel ยซdiscorso dellโarrivederciยป dice che pregherร il Padre perchรฉ venga lo Spirito Santo, lโaltro Parร clito: questo avviene sulla croce. Per i discepoli รจ un momento drammatico perchรฉ segna il distacco fisico dal loro maestro. Le parole di Gesรน alimentano la fede che permette di vedere nel buio della croce la luce di Dio. Il sacrificio di Gesรน sulla croce รจ la preghiera rivolta al Padre che dona lo Spirito Santo. Lโevangelista Giovanni sottolinea la continuitร tra lโevento della morte di Gesรน e le apparizioni del Risorto. Morendo Gesรน consegna lo Spirito e, manifestandosi ai suoi discepoli nel cenacolo, alita su di loro dicendo: ricevete lo Spirito Santo. Gli apostoli ricevono con lo Spirito la missione di portare al mondo la misericordia di Dio e con essa la gioia. Cosรฌ nella notte oscura della persecuzione il discepolo di Cristo sa di non essere solo perchรฉ Dio gli รจ accanto attraverso il Parร clito che lo sostiene e gli ispira parole e gesti attraverso i quali la luce della caritร , che lo abita, possa illuminare coloro che incontra, soprattutto gli avversari.
Nella espressione piรน alta di preghiera che รจ quella eucaristica, la Chiesa invoca lo Spirito Santo perchรฉ Gesรน sia presente in essa, con il suo corpo e il suo sangue, visibile nelle specie del pane e del vino posti sullโaltare. In ogni eucaristia si ripetono le parole di Gesรน che lo rendono presente in mezzo alla comunitร non solo attraverso i segni del pane e del vino, ma soprattutto mediante la comunione fraterna dei fedeli. Infatti, nella stessa eucaristia la Chiesa invoca una seconda volta lo Spirito Santo perchรฉ faccia di tutti coloro che si nutrono di Cristo un solo corpo e un solo spirito con Lui. La preghiera, lโeucaristia in maniera particolare, non รจ lโespressione della propria devozione individuale, ma esperienza di comunione con Dio e tra di noi. Lo Spirito Santo ci riconcilia con Dio e al contempo รจ il vincolo che tutti unisce. La missione della chiesa non รจ la somma di singole attivitร e ministeri individuali, ma รจ la manifestazione visibile dello Spirito Santo che agisce per armonizzare, riconciliare, rappacificare, unificare nel vincolo della Caritร . La comunione nella Chiesa, opera dello Spirito Santo, รจ il segno piรน eloquente della presenza viva e vivificante di Gesรน nel mondo.
Gesรน promette la venuta del Parร clito. Egli รจ la risposta alla preghiera di Gesรน che, rivolgendosi al Padre, si fa interprete dellโuomo bisognoso dellโaiuto di Dio perchรฉ si trova in difficoltร ed รจ consapevole che da solo non ne puรฒ uscire. Quella di Gesรน รจ la preghiera che si eleva dal profondo della tristezza dove lโanima cade prostrata dal peso delle prove. Lโuomo dei dolori, che ben conosce il patire, dalla croce non invoca vendetta o la salvezza dallโยซora delle tenebreยป e dal potere del nemico, ma lโaiuto perchรฉ sia ยซglorificatoยป il nome di Dio, cioรจ si realizzi la Sua volontร . Aiuto letteralmente significa โverso la gioiaโ, per cui lโaiuto invocato da Gesรน e offerto dal Padre, non รจ finalizzato a conservare la vita, ma a donarla โperdendolaโ come il seme che cade nella terra per morire e portare frutto. Come il seme caduto in terra se non muore, rimane solo, cosรฌ lโuomo che si rinchiude nella sua solitudine, rimane solo nel suo sterile isolamento. Lโaiuto di Dio ci spinge fuori dallโautoreferenzialitร orgogliosa e disperata per farci sperimentare che, se รจ bello ricevere lโamore e sentirsi amati, lo รจ ancora di piรน amare con il desiderio di condividere con gli altri la gioia di essere amati. Lo Spirito Santo รจ lโaiutante. Il Parร clito aiuta Dio a creare e a salvare gli uomini perchรฉ la gioia dellโamore li coinvolga; aiuta gli uomini nellโamarsi reciprocamente come fratelli.
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Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualitร biblica a Matera
Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna“



