Guardiamo lโapparenza
Non sempre vogliamo vedere come stanno veramente le cose. Forse perchรฉ abbiamo paura di portarne il peso, forse perchรฉ sogniamo che prima o poi la realtร cambi da sola. Arriviamo a capire che una relazione si รจ usurata solo quando รจ troppo tardi, proprio perchรฉ non abbiamo voluto vedere quello che stava accadendo. Chiudiamo gli occhi davanti alle ingiustizie o alle situazioni drammatiche del nostro tempo, perchรฉ in questo modo ci illudiamo di non esserne responsabili. Non vediamo perchรฉ il nostro sguardo preferisce per lo piรน fermarsi alla superficialitร delle cose (cf 1Sam 16,7).
Sapere รจ vedere
In effetti fin dallโantichitร vedere e sapere sono sempre stati profondamente legati, addirittura nella lingua greca questa relazione รจ dentro le parole stesse: ยซio soยป (ฮฟแผถฮดฮฑ), espressione che troviamo anche nel testo del vangelo di questa domenica, si esprime in greco usando il perfetto del verbo vedere (แฝฯฮฌฯ). Sapere qualcosa, quindi, significa averla vista.
Solo colui che chiude gli occhi e non si lascia distrarre dallโapparenza riesce a vedere veramente come stanno le cose: nellโEdipo Re di Sofocle, solo lโindovino Tiresia, cieco, sa come stanno veramente le cose. Finchรฉ Edipo crede di vedere, non si rende conto della realtร e di quello che ha fatto. Nel momento in cui Tiresia gli racconta la veritร , che Edipo cioรจ ha ucciso il padre e sposato la madre, immediatamente si acceca, come se non riuscisse a sostenere lo sguardo sulla veritร .
Tenebre e luce
Vedere la realtร รจ una grande responsabilitร , ha sempre delle conseguenze, e non avviene mai da un momento allโaltro. Siamo tutti in qualche modo ciechi, per questo il cammino spirituale che Gesรน vuole aiutarci a percorrere รจ un itinerario che ci porta pian piano a vedere meglio, cioรจ a conoscere meglio noi stessi, ma soprattutto a conoscere sempre piรน profondamente chi รจ Lui.
ร vero, spesso siamo nelle tenebre, siamo dentro una notte profondamente oscura, ma proprio lรฌ Gesรน ci raggiunge. Non cancella la notte, ma si fa luce per accompagnarci. Il male fa parte di questa storia umana, ma รจ anche il luogo dove emerge la forza di Dio, che trasforma ogni storia di male in una storia di salvezza: ยซGesรน rispose: โNon ne hanno colpa nรฉ lui nรฉ i suoi genitori, ma รจ cosรฌ perchรฉ in lui si possano manifestare le opere di Dioโ. (Gv 9,3)
Ricreati
Ogni volta che Gesรน ci ridona la vista per riprendere il cammino opera in noi una nuova creazione. Il fango e la saliva ricordano il gesto dโamore originario della creazione: Dio trae lโuomo dal fango e mette dentro di lui un alito di vita. Quando il Signore ci apre gli occhi, ci dona una nuova vita, ci fa nascere di nuovo. Anche per questo, il racconto del cieco nato รจ stato riletto giร dalla prima comunitร cristiana in chiave battesimale: lโitinerario compiuto da questโuomo รจ immagine del cammino di ogni uomo che si avvicina alla fede e rinasce.
Gesรน infatti invita questโuomo a immergersi nella piscina di Siloe: lโimmersione รจ il gesto battesimale (baptizo vuol dire appunto โimmergoโ) e questa immersione avviene a Siloe, che, dice Giovanni, vuol dire โInviatoโ. Forse รจ solo una suggestione, ma lโinviato per eccellenza รจ Gesรน stesso, lโinviato del Padre. Il cieco nato รจ quindi invitato a immergersi in Gesรน per rinascere. Cosรฌ ogni neofita รจ invitato a scendere nella vasca battesimale per incontrare Gesรน e consegnare a lui lโuomo vecchio. Nel battesimo consegniamo a Gesรน la parte peggiore di noi, il nostro peccato.
Piano piano
Le cose non cambiano da un momento allโaltro, gli occhi non guariscono magicamente, lโincontro con Gesรน, la conoscenza di Lui, richiede un cammino progressivo. Abbiamo bisogno di tempo. Il testo di Giovanni ci presenta un cammino graduale attraverso il quale il cieco, guarito, arriva a conoscere Gesรน sempre meglio. Queste tappe sono rese nel testo attraverso i titoli che il cieco guarito attribuisce a Gesรน: allโinizio parla di Gesรน semplicemente come un uomo (ยซRispose: โQuellโuomo, che chiamano Gesรนโยป Gv 9,11); poi ai Farisei che lo interrogano dice che รจ un profeta (ยซAllora dissero di nuovo al cieco: โTu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?โ. Egli rispose: โร un profeta!โยป. Gv 9,17); ma alla fine quando Gesรน lo incontra, avendo saputo che รจ stato cacciato fuori dalla sinagoga, il cieco guarito arriva a fare la sua professione di fede, Gesรน ormai รจ per lui il Signore (ยซEd egli disse: โCredo, Signore!โ. E si prostrรฒ dinanzi a luiยป. Gv 9,38).
Colpevolmente ciechi
Se รจ vero che si puรฒ vedere sempre meglio, รจ anche vero che davanti a Gesรน siamo chiamati a prendere posizione e a deciderci, altrimenti diventiamo sempre piรน ciechi. A volte infatti ci ostiniamo nelle nostre visioni della realtร e pur di non ammettere che le cose sono diverse da come le abbiamo immaginate, preferiamo non vedere. Ci rendiamo ciechi per non essere smentiti nelle nostre attese. Avviene cosรฌ per i Farisei e i Giudei che non si lasciano sorprendere da Dio: si aspettano che Dio operi dentro la ristrettezza dei loro confini.
Ma ci sono anche coloro che non vogliono vedere per paura. Sono coloro che non vogliono compromettersi. Vedere vuol dire scomodarsi, uscire dalle proprie fantasie. I genitori di questโuomo si sono resi colpevolmente ciechi: non vogliono diventare testimoni della veritร . Hanno paura di perdere quei diritti che venivano assicurati dalla sinagoga. In effetti รจ vero: quando accettiamo di vedere la realtร , quando siamo disposti a conoscere Gesรน, ne diventiamo testimoni. Ed essere testimoni vuol dire inevitabilmente compromettersi.
Una porta si riapre
Il protagonista di questo testo รจ immagine di ogni discepolo e del cammino che siamo chiamati a percorrere. Questโuomo ha visto come stanno veramente le cose ed รจ disposto persino a pagare il prezzo della veritร . Diventa testimone, si compromette e per questo viene buttato fuori dalla sinagoga. Il discepolo deve mettere in conto il rifiuto, lโincomprensione, lโumiliazione. Prendere posizione per Gesรน, dal punto di vista del mondo, costa.
Questโuomo, dunque, viene buttato fuori dalla comunitร , potremmo dire, forse, dal mondo, dal contesto sociale. E, possiamo immaginare anche che, buttato fuori dalla sinagoga, egli abbia sentito il tonfo della porta che si chiudeva alle sue spalle. Gesรน viene a sapere che รจ stato cacciato fuori e si mette a cercarlo. ร lรฌ che si compie il cammino: quando ci lasciamo trovare da Dio. Ma รจ anche bello leggere questo episodio alla luce dei versetti che vengono immediatamente dopo: allโinizio del capitolo 10, Gesรน comincia a parlare di se stesso come la porta del recinto, che rimane sempre aperta e che fa entrare nella vita piena! Il mondo potrร anche chiuderci tante porte alle spalle, potranno buttarci fuori, ma per noi la porta che fa entrare nella vita, quella porta che รจ Gesรน, rimarrร sempre aperta!
Leggersi dentro
- In che modo stai cercando di approfondire il tuo cammino di conoscenza del Signore?
- Quanto sei disposto a comprometterti per Gesรน e quanto invece fai finta di non conoscerlo?

per gentile concessione di P. Gaetano Piccolo S.I.
Fonte



