p. Alessandro Cortesi op – Commento al Vangelo di domenica 29 Gennaio 2023

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Matteo presenta Gesรน che si presenta in atto di insegnare, seduto, dal monte. Puรฒ essere un riferimento al Sinai ed al โ€˜monteโ€™ della legge, ma Gesรน non indica una nuova legge. Si rivolge a tutti coloro che chiama a seguirlo e indica un compimento, una piena fioritura della legge e ne richiama lโ€™importanza. Da un lato dice โ€œNon pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimentoโ€ (Mt 5,17). Dโ€™altra parte presenta lโ€™orizzonte di una โ€˜giustizia piรน grandeโ€™: โ€œse la vostra giustizia non supererร  quella degli scribi e dei farisei non entrerete nel regno dei cieliโ€ (Mt 5,20).

La modalitร  retorica dellโ€™inclusione aiuta a scorgere la struttura del brano delle beatitudini. La prima e lโ€™ottava, ultima, sono infatti unite dal riferimento โ€œperchรฉ di essi รจ il regno dei cieliโ€. Ed รจ cosรฌ richiamato il nucleo dellโ€™annuncio di Gesรน. Il regno di Dio รจ vicinanza nuova ai poveri e agli oppressi da parte di Dio stesso.

Beati (makรกrioi) โ€“ ripetuto nove volte fino al v. 11 โ€“ significa โ€˜feliciโ€™, โ€˜fortunatiโ€™, โ€˜beatiโ€™. Eโ€™ espressione presente nei salmi, nei libri sapienziali e a Qumran: [Beato chi dice la veritร ] con cuore puro e non calunnia con la propria lingua. Beati quelli che si attaccano ai suoi decreti e non si attaccano a comportamenti peccaminosi. Beati quelli che gioiscono in essa senza spargersi sulle vie della folliaโ€ฆโ€. (4Q525 2 II, 1-6)

โ€œBeati i poveri in spirito perchรฉ di essi รจ il regno dei cieliโ€. Matteo indica che sin dal momento presente, da ora, i poveri sono beati. โ€˜Poveriโ€™ rende lโ€™ebraico โ€˜anawim: indica coloro che sono privati di ogni appoggio materiale, che non hanno ruolo a livello sociale e sono oppressi, tenuti in disparte. Matteo sottolinea la condizione interiore dei โ€˜poveri in spiritoโ€™ mentre Luca dร  accento alla condizione materiale. Sono beati perchรฉ Dio sin da ora interviene a loro favore e si pone loro accanto.

โ€œBeati gli afflittiโ€: Il verbo usato al participio rinvia a chi vive situazioni di sofferenza e di pianto. Sono tutti coloro che soffrono perchรฉ le vicende non si svolgono secondo la volontร  di Dio; รจ evocazione del dolore di Gesรน che piange su Gerusalemme (cf. Lc 19,4). Il verbo al futuro suggerisce che la consolazione รจ una promessa che verrร .

โ€œBeati i mitiโ€: il termine al plurale indica coloro che attuano la virtรน che vince lโ€™ira ed รจ vicina alla condizione degli anawim, i poveri di YHWH, che si comportano con umiltร  e nonviolenza.

La quarta beatitudine รจ rivolta โ€œagli affamati e assetati di giustiziaโ€. Fame e sete indicano spesso nella Bibbia la tensione ad accogliere il dono di Dio: โ€œEcco, verranno giorni, dice il Signore Dio โ€“ in cui manderรฒ la fame nel paese, non fame di pane, nรฉ sete di acqua, ma dโ€™ascoltare la parola del Signoreโ€ (Am 8,11-12).

โ€œBeati i misericordiosiโ€, come le beatitudini seguenti รจ propria di Matteo e suggerisce una attitudine morale. Il termine utilizzato (diversamente da Luca che usa un lemma indicante la compassione โ€“ come Dio รจ misericordioso (cf. Os 1,7) โ€“ reca un significato fattivo. Il profilo dei misericordiosi รจ di chi si prende concretamente cura e coltiva uno sguardo di indulgenza (come nella preghiera del Padre nostro).

โ€œBeati i puri di cuoreโ€: รจ lโ€™unica beatitudine oltre alla prima, costruita in modo analogo (puri di cuore). Nel libro dei Proverbi si legge : โ€œIl Signore ama chi รจ puro di cuore e chi ha la grazia sulle labbra รจ amico del reโ€ (Prv 22,11). Nella Bibbia โ€˜cuoreโ€™ รจ luogo delle scelte e degli orientamenti della vita, รจ nucleo in cui si prende la decisione di servire il Signore (cf. Dt 6,5: โ€œcon tutto il cuoreโ€).

Beati i facitori di pace (eirรชnopoioi). Sono indicati beati coloro che si impegnano operativamente e lavorano per la pace. Si tratta di una attitudine di coinvolgimento che รจ tutto il contrario di riposare in una condizione di tranquillitร : โ€œUn frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di paceโ€ (Gc 3,18). Ad essi รจ promessa una relazione unica, essere figli del Dio della pace: โ€œSaranno chiamati figli di Dioโ€.

Lโ€™ultima beatitudine รจ rivolta ai perseguitati per la giustizia e si ricollega alla prima nellโ€™indicazione โ€˜ad essi appartiene il regno dei cieliโ€™: sono perseguitati per la fedeltร  al vangelo, nella tensione a compiere la volontร  di Dio (la giustizia). Essi sono invitati alla gioia facendo propria la via dei profeti. Lโ€™esistenza cristiana, annuncia Gesรน, รจ unโ€™esistenza di persone libere, che hanno fiducia in Dio, essenziali, capaci di condividere perchรฉ seguono Gesรน stesso sulla sua strada. Eโ€™ lui il vero โ€˜beatoโ€™ che si รจ fatto povero ed ha concepito la sua vita come dono.

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Fonte: il sito di don Alessandro Cortesi


p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.