“ In quel tempo Gesu’ sali’ sul monte, chiamo’ a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui “.
E’ molto importante capire che la nostra fede parte da una chiamata di Cristo.
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La chiamata presuppone l’iniziativa di un’altra persona.
Significa, pertanto, che non siamo noi a scegliere di seguire Dio ma è Lui che ci chiama, che ha un invito per ciascuno di noi.
Il proprio personale invito si chiama “ vocazione “.
La vocazione, pertanto, non è una scelta ma una “ risposta ad una chiamata “.
Il nostro compito sta nel cercare di capire qual è la nostra chiamata in quanto, mentre gli apostoli furono “ fortunati “ perché chiamati direttamente da Cristo, noi dobbiamo scoprire la nostra chiamata attraverso vari strumenti che sono, in particolare, la Parola di Dio, i sacramenti, i nostri desideri, la nostra volontà.
Se desideriamo qualcosa, ci impegniamo per realizzarla ed essa è conforme ai comandamenti, cioè è ordinata al bene, è certamente la nostra chiamata.
Dinanzi ad essa si puo’ rispondere di SI o di NO.
Questa è la libertà, questa è la “ bellezza del Vangelo “.
Il testo ci dice che gli apostoli, chiamati da Cristo, “ andarono da Lui “.
E noi, che facciamo dinanzi alla chiamata?
Andiamo o preferiamo rifiutare?
Siamo liberi, non lo dimentichiamo.
La scelta di aderire o meno alla chiamata è, però, ricordiamocelo sempre, una scelta sulla felicità.
Se ci fidiamo di Dio dobbiamo essere certi che quello a cui ci chiama è per la nostra felicità.
E allora….buttiamoci e, come gli apostoli, “ andiamo da Lui “, stiamo con Lui per poi predicare nel suo nome mostrando a tutti la gioia della fede.
Buona giornata e buona riflessione a tutti.
Foto: mia.



