p. Alessandro Cortesi op – Commento al Vangelo di domenica 25 Dicembre 2022

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โ€œIn principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dioโ€ (Gv 1,1) Il IV vangelo si apre con uno sguardo al Logos, Parola, Verbo, sapienza, nel rapporto con Dio e lโ€™inno si chiude con lโ€™โ€™affermazione che il volto di Dio รจ stato reso vicino dal Figlio : โ€œNessuno ha mai visto Dio; lโ€™Unigenito Dio, che รจ (rivolto) verso il seno del Padre, lui ne ha mostrato la viaโ€ (Gv 1,18). In mezzo sta il profilo di un percorso che sintetizza lโ€™esperienza del credere.

La Parola, comunicazione del Padre รจ presentata come presenza rivolta verso lโ€™intimitร  del Padre, che lo conosce. Questa โ€˜Parolaโ€™ fatta carne ha compiuto lโ€™opera dellโ€™esegeta, ha mostrato e indicato la via al Padre.

Al centro dellโ€™inno sta lโ€™indicazione di un dono: โ€œdiede potere di diventare figli di Dio a quelli che credono nel suo nomeโ€ (Gv 1,12). Coloro che โ€˜credono nel suo nomeโ€™ sono coinvolti in un percorso e da qui il senso dellโ€™intero vangelo di Giovanni. A conclusione dellโ€™intero vangelo si legge infatti: โ€œGesรน dunque fece davanti ai suoi discepoli molti altri segni, che non sono stati scritti in questo libro. ma questi sono stati scritti affinchรฉ crediate che Gesรน รจ il Cristo, il Figlio di Dio, e affinchรฉ credendo abbiate la vita nel suo nomeโ€ (Gv 20,30-31).

Il progetto di Dio sin dal principio รจ dono di comunione: si tratta di una comunicazione di vita per rendere partecipe lโ€™umanitร  della vita che vince la morte.

Allโ€™origine era il Verbo: la โ€˜Parolaโ€™ rinvia ai testi del Primo Testamento in cui la Parola di Dio indica il dono e il progetto di Dio: nel secondo Isaia lโ€™efficacia della parola รจ paragonata alla feconditร  della pioggia e della neve (Is 55,1-11); cosรฌ pure in Geremia: โ€œLa tua parola Signore รจ come il fuoco, รจ come il martello che spacca la rocciaโ€ (Ger 23,29). โ€˜Dabarโ€™, termine ebraico, indica nel contempo parola e azione (Gen 1,1). Il Verbo non รจ solo parola ma anche azione. Nei libri sapienziali si parla della โ€˜Hokmahโ€™, la sapienza di Dio, strumento di Dio per creare e nello stesso tempo una presenza che viene da Dio stesso. Nel libro dei Proverbi compareย Sophiaย come datrice di vita. La benedizione della vita รจ legata alla Sapienza ed essa proclama: โ€œChi trova me trova la vitaโ€ (Prov 8,35).ย Sophiaย evoca i tratti propri del Dio dโ€™Israele che ama e promette, odia lโ€™arroganza e si muove nelle vie della giustizia e della veritร .ย Sophiaย รจ connessa con lโ€™atto della creazione: โ€œIl Signore ha fondato la terra con la sapienzaโ€ (Prov 3,19) ed รจ presentata accanto a Dio nei momenti centrali della creazione. Se ne descrive il profilo come colei che costruisce una casa e invita e prepara la tavola (Prov 9,1-6). Invita ad abbandonare la via della stoltezza per seguire le vie dellโ€™intelligenza e della pace.ย  Nel libro del Siracideย Sophiaย ha un particolare rapporto con il Creatore, esce dalla bocca dellโ€™Altissimo, e rappresenta la Torah, il libro dellโ€™alleanzaย  (Sir 4,22): รจ associata alla storia dโ€™Israele e al cammino di alleanza. Nel libro della Sapienzaย Sophiaย รจ descritta come emanazione della potenza di Dio, effusione della gloria, riflesso della luce perenne, specchio dellโ€™attivitร  di Dio immagine della bontร  divina (Sap 7,25-26), artefice di tutte le cose, madre di tutte le cose buone, conoscitrice dei loro segreti. A lei spetta un compito di salvezza: โ€œfurono salvati per mezzo della sapienzaโ€ (Sap 9,18) e nel capitolo 10 del medesimo libro viene ripercorsa lโ€™intera storia di Israele come racconto della potenza salvatrice diย Sophia. Nel libro di Baruc si dice poi cheย Sophia, la sapienza, รจ dono che Dio ha condiviso con gli esseri umani e per questo รจ apparsa sulla terra per vivere insieme a loro (Bar 3,37-38). โ€œla cristologia sapienziale riflette le profonditร  del mistero di Dio e indica il cammino verso una cristologia inclusiva in simboli femminiliโ€ (E.A.Johnson,ย Colei che รจ, Queriniana, 202). Origene scrive: โ€œNoi crediamo che la Parola stessa del Padre, la Sapienza di Dio stesso, fu racchiusa nei limiti di quellโ€™uomo apparso in Giudea; ancor piรน, che la Sapienza di Dio entrรฒ nel grembo di una donna, nacque come un infante e vagรฌ come i bambini che piangonoโ€ (Orig. Princ. 2,62)

Nella Parola, per il IV vangelo, sono presenti tutte queste dimensioni proprie diย Sophia, la sapienza: รจ parola, progetto, azione, compimento. Ogni realtร  รจ connessa a questa azione di Dio. Nel Logos/Parola Dio manifesta la sua vita e la sua luce. โ€œCiรฒ che รจ avvenuto in lui era vita e la vita era la luce degli uominiโ€ (v.4). Luce e vita sono termini propri della teologia del IV vangelo (cfr. Gv 5.11). Cโ€™รจ una luce al cuore della vita stessa, dono del Dio della vita, che rinvia ad una pienezza e ad un desiderio di compimento dellโ€™esistenza.

โ€˜La luce splende nelle tenebre ma le tenebre non lโ€™hanno sopraffattaโ€™ (v.5). Luce e tenebre si scontrano: una lotta รจ in atto dentro la storia: โ€œle tenebre non lโ€™hanno accoltaโ€ significa che le tenebre simbolo del male non hanno compreso la luce, ma non sono riuscite a vincerla.

Nei versetti 6-9 lโ€™inno presenta una parentesi: โ€œvenne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanniโ€ฆโ€. Si pone attenzione a Giovanni, che non era la luce, ma il testimone venuto a rendere testimonianza alla luce. Giovanni รจ indicato come lampada mentre la luce vera, che illumina ogni uomo, รจ Gesรน. Giovanni รจ solamente lโ€™amico dello sposo, ma non รจ lo sposo (Gv 3,28-30), รจ colui che secondo le norme del diritto orientale aveva il compito di preparare le nozze; lโ€™amico perรฒ si ritira ad un certo punto quando si presentano lo sposo e la sposa.

La seconda strofa dellโ€™inno (vv 9-11) ripete che il Verbo era la luce vera, venendo nel mondo, ma il mondo non lo riconobbe; i suoi non lโ€™hanno accolto. Sono presentati alcuni percorsi: il primo รจ nel kosmos: nel IV vangelo, indica lโ€™universo creato, altre volte gli uomini come vertice dellโ€™universo creato, ma โ€˜kosmosโ€™ รจ anche il male e il rifiuto di Dio: per questo โ€˜il mondo non lo riconobbeโ€™. Tra i vari significati del verbo โ€˜conoscereโ€™ nella Bibbia, uno tra essi รจ โ€˜amareโ€™: questโ€™espressione sta allora ad indicare che il mondo non lo amรฒ. Ma la luce di Cristo continua a penetrare in mezzo alle tenebre. Cristo viene tra i suoi eppure incontra un rifiuto. Lโ€™intero quarto vangelo รจ costruito infatti come un grande dibattito processuale con testimoni diversi ed un giudizio che si sta compiendo. Alla fine cโ€™รจ un esito che richiede di prendere posizione di fronte a Gesรน e di attuare la responsabilitร  di accoglierlo. Il centro dellโ€™inno sta quindi nelle parole: โ€œA quanti lโ€™hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nomeโ€ (v.12).

โ€œIl Verbo diventรฒ carne e ha posto la sua tenda in mezzo a noiโ€ (v.14): la Parola presentata come luce allโ€™inizio, presso Dio, viene a dimorare nella concretezza della corporeitร . Ciรฒ suscitava scandalo per chi pensava ad un Dio che non potesse aver contatto con la storia. Giovanni usa il simbolismo del โ€˜piantare la tendaโ€™, e rinvia cosรฌ allโ€™immagine del cammino dโ€™Israele nel deserto, e alla tenda del convegno quale segno della presenza di Dio che cammina in mezzo al suo popolo. E richiama cosรฌ anche il tempio. Il verbo โ€˜porre la tendaโ€™, โ€˜attendarsiโ€™ (eskenosen) rinvia infatti al termine ebraico shekinah che indica la presenza e la dimora nascosta nel tempio di Gerusalemme. Eโ€™ la presenza viva di Dio in mezzo a noi che riposa. Eโ€™ il Logos, Sophia divenuto carne, la shekinah, la presenza di Dio in mezzo a noi. Eโ€™ presenza che apre al dono di amore del Dio ineffabile.

Natale ha al suo centro la presenza di Cristo, il Figlio, comunicazione dโ€™amore del Padre che dona la possibilitร  di un trasformazione della vita, lโ€™essere generati come figli, nella comunione.

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Fonte: il sito di don Alessandro Cortesi


p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.