Camminare e seguire.
Due verbi di movimento connotano la pagina di questa Domenica.
CAMMINARE
- Pubblicità -
Gesu’ cammina.
E’ un tratto saliente del suo essere.
Nel Vangelo si legge moltissime volte che camminava da villaggio in villaggio, portava l’annuncio del Regno ovunque.
E dal suo agire deriva il primo insegnamento per noi.
Il cristiano non è un uomo di stasi ma di movimento, non è un uomo destinato a vivere una fede intimistica ed individuale all’interno di una Chiesa ma è chiamato a camminare per le strade del mondo annunciando la Parola di Dio.
Camminare, va bene.
Ma per andare dove?
“ Gesu’ prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme “.
Il Signore sapeva che a Gerusalemme non era ben gradito, sapeva che rischiava seriamente, come poi accadde, di essere ucciso.
Cio’ nonostante prende la “ ferma decisione “ di mettersi in cammino proprio verso quella città.
Perchè?
Perchè era la sua missione, era il compito personale a cui era stato chiamato: morire in croce e poi risorgere per salvare il mondo.
Ed ecco il secondo insegnamento per noi.
Dobbiamo prendere la “ ferma decisione “ di svolgere la missione, unica e irripetibile, affidata a noi.
Prendere la “ ferma decisione “ significa non tentennare, non essere titubanti, non desistere anche quando la strada è dura, anche quando la convenienza spingerebbe a virare per un’altra via.
Cedere, rinunciando al compito per cui si è stati creati, puo’ dare, al momento, una sensazione di sollievo per le rinunce a cui ci si è sottratti ma, alla lunga, dà un senso di vuoto, di mancanza di senso.
SEGUIRE
“ Ti seguiro’ ovunque tu vada “.
“ Seguimi “.
“ Ti seguiro’ Signore “.
Due volte sono degli uomini che vogliono seguire Cristo.
Il primo è uno “ dai facili entusiasmi “ ( “ Signore ti seguiro’ ovunque tu vada “ ) e subito Cristo lo mette dinanzi alla realtà dicendogli che la sequela non nasce da un’emozione, da un istinto, ma da una scelta forte e motivata.
Chi segue Cristo “ non sa dove posare il capo “, si gioca tutto per il Signore.
Una terza indicazione per noi: E’ bello seguire Gesu’ ma va fatto seriamente, nella piena consapevolezza di cio’ che comporta.
Il secondo uomo pone condizioni: “ lascia prima che mi congedi da quelli di casa mia “.
La risposta è dura: “ Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio “.
Scegli…dice Gesu’.
La sequela è una scelta forte, che impone priorità.
Se il tuo tesoro, il tuo cuore, è in altro, non sei adatto per il Regno di Dio.
E veniamo al terzo uomo.
Qui è Cristo che gli dice “ Seguimi “.
Il tale è scosso e…prende tempo.
“ Permettimi di andare PRIMA a seppellire mio padre “.
La risposta di quel tale è la nostra.
Se siamo cristiani sappiamo che Cristo, un giorno, ci ha detto: “ Seguimi “.
Anche noi siamo spaventati, chiediamo tempo, chiediamo il permesso di fare PRIMA qualche altra cosa, chiediamo il tempo di poter regolare i conti con il nostro passato.
“ Lascia che i morti seppelliscano i loro morti “.
Mettiamocele in testa questa frase.
Non torniamo indietro, non pensiamo che “ manchi poco “ ( giusto il tempo di “ seppellire mio padre “ !!! ) per risolvere i problemi della nostra vita per POI dedicarci a Dio.
In quel “ poco “ c’è l’inganno del tentatore in quanto non ci vuole “ poco “ per risolvere le questioni pendenti, ma ci vuole “ tanto “, cosi’ tanto che si finirà….per non iniziare mai la sequela.
Lasciamo allora oggi “ il nostro morto “, la nostra parte ferita che cerca di risolvere i problemi dell’infanzia ( “ seppellire mio padre “ ) e prendiamo la “ ferma decisione “ di iniziare una vita nuova, la vita bella che ci ha promesso Gesu’, che ci consentirà di essere “ elevati in alto “.
Buona Domenica e buona riflessione a tutti.
A cura di Fabrizio Morello
Foto: mia.



