Commento al Vangelo di oggi
Gesรน con queste due parabole si propone mediante due diverse immagini: il pastore, guardiano delle pecore, e la porta del recinto delle pecore.
Gesรน-pastore ha cura del suo gregge, non come i ladri che sono interessati solo alla carne e alla lana delle pecore, perchรฉ Lui ha una relazione con ognuno dei componenti del gregge: conosce ciascuno con il proprio nome. Questa immagine deve essere letta tenendo conto dell’ambiente in cui si sono svolti gli eventi descritti dai Vangeli. La Terra santa รจ una regione molto arida, dunque spesso molte greggi venivano portate ad abbeverarsi ad un’unica fonte, con il rischio che le pecore si confondessero tra un gregge e l’altro. Ma quando ciascun pastore si separa dall’altro, riprendendo la propria strada, Gesรน-pastore non fatica a ritrovare le pecore del suo gregge chiamandole una ad una per nome e le pecore lo riconoscono, lo seguono e non sbagliano gregge. Ognuno di noi, dunque, รจ invitato ad ascoltare la voce del Signore che mai manca di chiamarci per nome, uno ad uno.
Gesรน poi si paragona alla porta delle pecore. La porta รจ un luogo dai molteplici usi e assicura sicurezza a chi รจ al suo interno. Ma essenzialmente la porta รจ fatta per essere oltrepassata: serve per entrare in una realtร diversa da quella in cui ci si trova. Se chiusa, crea una barriera che puรฒ essere infranta solo da chi vi รจ dentro; se oltrepassata, permette di accedere ad uno spazio altrimenti inaccessibile. La porta รจ spesso associata all’ingresso in aree di grande importanza sacra e liturgica: basti pensare al tempio di Gerusalemme, i cui diversi spazi erano contrassegnati da portali, in alcuni casi invalicabili se non dal Sommo Sacerdote. Dalla venuta di Gesรน, attraverso quella porta ora possono passare tutti i credenti: Gesรน l’ha spalancata e l’incontro con il Signore รจ divenuta una esperienza non piรน esclusiva, ma per tutti.
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Per riflettere
Le immagini utilizzate da Gesรน nel Vangelo ci rincuorano, descrivendoci un Dio premuroso, attento e desideroso di farsi incontrare e conoscere da noi. Nutriamo gli stessi sentimenti nei confronti di Dio? Siamo sempre disposti ad entrare dalla porta e a rispondere alla chiamata per nome del Signore?
Preghiera finale
Ho paura a dirti di โsรฌโ, Signore.
Non so ancora che cosa vuoi e dove mi vuoi portare.
Ho paura che tu mi voglia condurre proprio lร dove io non voglio andare.
Ho paura che tu mi spinga per strade a me non gradite,
di firmare una carta in bianco, di dirti un โsรฌโ che poi reclama altri โsรฌโ.
Sono incerto sulle mie scelte, insicuro nelle mie decisioni,
e sempre piรน insoddisfatto di ciรฒ che sono e di ciรฒ che faccio.
Signore, aiutami a comprendere che Tu non hai bisogno delle mie resistenze e dei miei dubbi,
se questi mi imprigionano nell’inazione e nella sofferenza.
Infondimi forza, fiducia e decisione perchรฉ possa aderire al tuo progetto.
E perchรฉ venga il tuo regno e non il mio,
perchรฉ sia fatta la tua volontร e non la mia,
aiutami a dire โsรฌโ, ma subito, e con amore.
AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Centro Diocesano per le Vocazioni di Pisa
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi



