don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 22 Marzo 2022

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“Il Padre mio celeste farร  cosรฌ con voi”

Nessuno puรฒ giudicare come lo farebbe Dio. Ovvio. Il suo metro di giustizia รจ imparziale, ma soprattutto รจ capace di giudicare sia le azioni esteriori, che le intenzioni dei cuori. Per questo nessun uomo puรฒ giudicare rettamente, ma verosimilmente, ovvero non secondo la Veritร  assoluta degli eventi, ma secondo la veritร  processuale, quella che emerge dalle prove, dai testimoni, dalla violazione oggettiva della legge etc…

Dal momento che il giudizio dell’uomo รจ fallace per costituzione, Dio allora ci offre un criterio per esercitare la giustizia in modo umano nella vita sociale. E il criterio รจ il perdono nelle sue possibili sfumature. Dalla forma piรน radicale dell’indulto a quella della sostituzione della pena o della sua mitigazione. Attenuare una pena o essere indulgenti, non vuol dire necessariamente incoraggiare la violazione della legge. Ma vuol dire dare rilevanza all’uomo.

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Mettere in conto la sua fragilitร , l’inclinazione al male, l’incostanza, l’infedeltร , e non negargli, soprattutto un’occasione di riscatto. Una pena severa il Vangelo insegna che va attribuita solo in caso di molteplice recidiva. Certo a livello istituzionale e giudiziario il discorso รจ piรน complesso, ma nell’ambito interpersonale sforzati sempre, nella misura del possibile, di attenuare la rigorositร  del tuo giudizio e di mitigare le azioni conseguenti.

In breve

Se davvero sicuro del tuo metro di giudizio? Il giudizio umano ha sempre un margine d’errore. Pertanto evita giudizi radicali e definitivi e mitiga sempre le azioni che conseguono dai tuoi giudizi.


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