Alcune persone portano un sordomuto da Gesù, credendo che possa guarirlo e cambiargli la vita. Gesù lo prende in disparte, e nell’intimità del loro incontro, lontano dalla folla, guarda verso il cielo e ordina ad orecchi e lingua di “aprirsi”, di permettere all’uomo di sentire e di parlare. Ha fatto bene, o bella (a seconda della traduzione dal testo originale), ogni cosa.
Sembra la storia di un malato miracolosamente salvato, ma non è nient’altro che la storia d’amore di ognuno di noi con Gesù. Ricordi la prima volta che la mamma ti ha insegnato a pregare? O che la nonna ti ha portato a messa? Ecco, chi ci vuole bene ci presenta Gesù perché sa, in cuor suo, che è un incontro che può cambiarci la vita. Il vero miracolo però accade quando siamo da soli con Lui, nell’intimità della nostra camera, della nostra preghiera, dei nostri dubbi.
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Solo lì Gesù dice al nostro cuore di aprirsi, permette alle nostre orecchie di sentire la Parola, e quindi di poter parlare. Ascoltare e parlare: la base della relazione. Gesù ci fa un regalo enorme, quello di poter entrare in relazione con Lui; si dona a noi perché possiamo comprendere la bellezza della Parola. Facendo questo, ci rende nuovi, come se ci creasse da capo, bellissimi ai Suoi occhi.
E grazie a questa relazione che cambia la vita, possiamo noi stessi entrare in relazione con gli altri, ascoltarli davvero e parlare al loro cuore, e attraverso gli altri, incontrare ancora e ancora l’Altro.
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