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don Umberto Guerriero – Commento al Vangelo del 27 Marzo 2021

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«Che cosa facciamo?». I capi dei sacerdoti e i farisei non possono nascondere oltre la loro preoccupazione; il sinedrio è in preda all’agitazione e al malcontento. 

La situazione si è fatta critica, tutto sembra andare a ritoli. Le avevano tentate tutte, erano perfino scesi a compromessi, pur di salvare il salvabile. Avevano provato per una vita intera a tenere in piedi le istituzioni e le tradizioni del loro popolo, nonostante la dominazione romana, ed ora un uomo venuto da un villaggio sperduto stava rischiando di far crollare tutto. 

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Non era bastato redarguirlo, screditarlo, minacciarlo… non aveva voluto arrendersi in nessun modo. Ormai è inevitabile passare a soluzioni più drastiche: è necessario che quell’uomo venga sacrificato per salvare l’intera nazione dalla rovina. Non importa quanto sia alto il prezzo da pagare; per Caifa è possibile, anzi auspicabile, il sacrificio di una vita pur di non verder crollare i propri ideali. 

E noi cosa saremmo disposti a sacrificare pur di non rinunciare ai nostri progetti? Forse abbiamo già immolato qualcuno sull’altare dell’orgoglio e della vanagloria, oppure ci apprestiamo a farlo. In fondo, l’Amore viene sempre a “rovinare” i nostri piani e se non siamo disposti a lasciarci sconvolgere completamente non riusciremo mai ad accoglierlo davvero. 

Intanto, Gesù sceglie di non sacrificare nessuno, ma di offrire se stesso per difendere il progetto più bello: la salvezza di tutti. 

Arrenditi, ti prego, prima che io spari ancora
IO TI AMO (MA DEVO UCCIDERTI) – ULIVIERI


AUTORE: don Umberto Guerriero
FONTE: #Vangeloasquarciagola (canale Telegram) – Sito